INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Silvia Carreddu
Silvia Careddu, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Grazie ad internet, ho partecipato e parteciperò a delle iniziative online molto interessanti: videoconferenze, masterclass, concerti, concorsi, montaggi di branisuonati con degli Ensembles di flauti.... Principalmente divido il mio tempo tra le lezioni online con gli alunni di Strasburgo e di Berlino, lo studio dello strumento e la scoperta di nuovi brani, la lettura, lo sport... e certi giorni il riposo totale! Era da molto che non mi dedicavo anche ad attività extra-musicali, finalmente posso distrarmi, rilassarmi ed arricchirmi in modo più completo, culturalmente, spiritualmente e fisicamente. Effettivamente si sta molto più in casa del solito, ore seduti per le lezioni online... alla lunga questo può crear problemi, se non si esce per muoversi un po’. Adoro fare sport, e a Berlino, dove mi sono ritrasferita recentemente, ci sono dei parchi molto grandi, veramente belli, dove vado ogni giorno a respirare aria fresca e correre. Tutti i miei impegni (come per tutti noi musicisti e non solo) sono stati ovviamente cancellati. Piuttosto che rattristarmi, ho preferito reagire in modo positivo. Poter studiare/imparare, senza per forza avere come obiettivo dei concerti, dedicarsi ore allo studio dello strumento, lo considero un lusso. È un po’ come tornare ad essere studenti ed avere tanto tempo a disposizione: a noi la gestione delle giornate, quasi completamente libere.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non ho potuto finora fare degli streaming, essendo stati dei mesi, tra le altre cose, di preparazione dei miei traslochi, verso le due città dove insegno attualmente (Berlino e Strasburgo). Quando è iniziato il periodo di isolamento per il Covid-19, avevo già interrotto la connessione wireless ad internet... quindi fare streaming con solo i dati mobili del cellulare, non sarebbe stato proprio sicurissimo e stabile.... Dato che da qualche mese sono artista Powell, la Buffet Crampon-Showcase Paris, mi aveva invitato a fare uno streaming per loro... forse lo farò, sperando poter avere presto una connessione wireless nel mio nuovo appartamento! Nonostante questo problema di internet, sono però riuscita a mantenere un impegno al quale tenevo particolarmente: il 1º Tampere Flute Fest, bellissimo evento online, un vero e proprio spettacolo-live, organizzato alla perfezione da due colleghe flautiste, che includeva un concorso per tre categorie di giovani flautisti, delle Interviste, Masterclass e concerti di noi giurati. Sarebbe dovuto svolgersi a fine aprile, in Finlandia, a Tampere appunto, ma data la situazione, le organizzatrici/ideatrici hanno deciso di non mollare, e con caparbietà, tramite YouTube, Vimeo e Zoom, trasferire completamente online il loro Festival! Delle vere pioniere! Sono state un grande esempio e motrici di motivazione per tantissimi, me compresa, durante questo periodo buio. Come lo siete anche voi di Falaut, tramite il vostro Virtuoso Prize, le vostre video-conferenze su Instagram, o la AFE, l’ associazione dei flautisti spagnoli, organizzando anche loro un concorso online...
3 - Terminata l’emergenza Covid-19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Penso ci vorrà un po’ di tempo prima che tutto ritorni alla normalità. Si dovranno rispettare le regole del distanziamento tra le persone, perciò sale da concerto e teatri non potranno essere al completo. I programmi dei concerti saranno ripensati per Orchestre dall’organico ridotto e/o Ensembles poco numerosi... difficile prevedere per quanto tempo si dovrà pianificare e ragionare in questo modo. Forse, questa totale assenza di attività culturali, farà risvegliare ancor più il desiderio di assistere a dei concerti dal vivo (non solo su cd, schermi, o dvd). Il desiderio di potersi risedere a teatro per assistere ad un meraviglioso spettacolo d’opera, o dell’andare ad un concerto sinfonico per farsi avvolgere dal bellissimo suono delle Orchestre, o godere dell’intimità dei concerti di musica da camera... l’arte, indubbiamente, arricchisce l’animo umano. Ora più che mai, manca terribilmente il suonare insieme, il provare e condividere forti emozioni. Quelle emozioni che si creano per magia solo durante i concerti. Poter risuonare insieme di fronte ad un pubblico reale, anche se meno numeroso, sarà un bellissimo momento di condivisione.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto per i giovani interpreti dopo la pandemia?.
Per i giovani, e non solo, sarà più difficile avere delle possibilità di esibirsi e di farsi conoscere. Nonostante queste limitazioni delle attività musicali, non ci si deve scoraggiare. Pensare positivo e sperare che, quanto prima, si ritorni ad essere attivi con i nostri strumenti, a riempire i teatri e le sale! Questo vale sia per i giovani musicisti che per gli amanti della musica. Consiglierei di studiare ora più che mai, di continuare a preparare regolarmente dei pezzi nuovi, studiare sempre la tecnica, mantenersi in forma quotidianamente. Studiare a più non posso, ora che c’è più tempo libero... e vicini di casa permettendo... continuare a registrare dei video delle loro esecuzioni, ad eseguire i brani concentrandosi da capo a fondo, immaginandosi di suonare di fronte ad un pubblico o ad una giuria, in modo da continuare “ad esibirsi” e a gestire lo stress (anche se ovviamente tutto ciò richiede ancora più motivazione e forza d’animo del solito).
5 - Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Premesso che è un periodo difficile per tutti, direi di non dimenticare che la musica è sempre stata per tutti noi un’ottima compagna e medicina, che grazie a lei abbiamo superato periodi meno luminosi della vita e che è stata anche la colonna sonora dei momenti felici. Direi che appena sarà possibile, sarà importante sostenere i Teatri, le Associazioni di musica, interessarsi anche ai giovani musicisti, che hanno deciso di dedicare la loro vita alla musica. Scelta coraggiosa che ha bisogno di essere appoggiata proprio da un pubblico assiduo e fedele. Direi di continuare ad essere un unico insieme: musica = musicisti = pubblico = emozioni = vita Viva la Musica!
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