INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Michele Marasco
Michele Marasco, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Le mie giornate sono abbastanza piene, molto lavoro a distanza per gli allievi dell’Istituto Vecchi-Tonelli di Modena, una piattaforma sul web che mantiene i contatti tra molti giovani flautisti, studio quotidiano, contatti con i colleghi musicisti, registrazioni live nello studio che ho allestito nella mia abitazione in campagna di varii brani per flauto solo dal ‘700 ai primi del ‘900. Poi un po’ di fitness e qualche lavoretto casalingo che attendeva da tempo… e naturalmente mi sono dedicato molto ai miei familiari compatibilmente con le restrizioni alle quali abbiamo dovuto ottemperare.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Sì, sulle piattaforme come sopra, come dicevo di brani per flauto solo principalmente ‘700 e primo ‘900, poi moltissimi duetti (base della parte del 1° flauto) per i miei allievi.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Probabile che una quota rilevante di smart working possa e debba rimanere, speriamo che i supporti tecnologici possano migliorare, io mi sto attrezzando, lo stesso stanno facendo diversi amici e colleghi.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto per i giovani interpreti dopo la pandemia?
Gli sviluppi per i prossimi mesi e quelli successivi sono tutti da vedere e verificare, io sono fiducioso per tutti coloro che hanno delle idee, penso poi che molti giovani verranno assorbiti dalle scuole pubbliche, qualcuno da quelle private, non cesserà la voglia di fare musica e suonare il flauto, tutto però subirà una notevole trasformazione, sarà forse un po’ dura per le orchestre finchè non ci si attrezzerà per attività continuative all’aperto, penso anche ai festival estivi, primaverili, autunnali, dipenderà tutto anche dalla ripresa economica generale.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Posso dire che fare e ascoltare musica è stata una risorsa immensa per me, per i miei colleghi, per gli allievi e anche per gli amici non musicisti in questo periodo difficile, è la dimostrazione che non possiamo fare a meno della “vera” musica. Io personalmente non vedo l’ora di potere riascoltare dal vivo i miei allievi e magari un bel concerto sinfonico. Le risposte saranno pubblicate nella sezione interviste

© Cidim