INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Domenico Guastafierro
Domenico Guastafierro, flautista Jazz
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Della Quarantena rimarranno scolpiti nella mia mente alcuni eventi: gli ultimi giorni prima del lockdown, l’Italia era divisa in persone che continuavano a fare aperitivi e gente che iniziava a comprendere che la situazione era decisamente più seria del previsto. La nostra amata disinformazione, che si è protratta e continua, ahimè, ancora adesso. Nonostante tutto mi sento fortunato, vivo a Pompei a pochi passi dal centro, ma in periferia e questo mi ha permesso durante tutto questo periodo di fare lunghe passeggiate nei campi e giocare con i bimbi in giardino in totale sicurezza. Ho imparato a fare un ottima Pizza e una buonissima Ciambella. Dal primo giorno di lockdown, ho iniziato ad aiutare gli allievi del Liceo Musicale “Grandi” di Sorrento in video lezione, con tutta calma visto che il tempo era totalmente a disposizione. È divertente, è servito assolutamente a tenerci in contatto, ha evitato di perdere mesi di lavoro, ma nulla può sostituire, nel nostro mondo la presenza, l’Interplay, il suonare insieme. Per quel che mi riguarda all’inizio la voglia di suonare era veramente poca, la Musica, l’Arte e la Cultura sono state profondamente segnate dal Virus, specialmente nel nostro paese, dove per gli artisti non c’è, in moltissimi casi, nessuna tutela. Tutti i Live cancellati. Sicuramente il problema principale per molti era quello economico, ma per tutti, il pensiero che per molto tempo non ci sarebbero stati scambi emozionali, nessun contatto, zero stimoli… Poi inizi a prendere consapevolezza che sono cambiate solo le priorità, quindi ho iniziato a fare tutto ciò che mi piace: suonare, giocare con i bimbi, cucinare e cercare di tenermi in forma.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si, uno molto “simpatico” con tantissimi amici partenopei, un canto di “protesta” se così si può definire. Poi ho ricevuto un invito da Cesar Michiles amico-flautista sudamericano, a suonare insieme ad un po’ di amici sparsi in giro per il mondo, vi lascio il link: https://youtu.be/RmRbw_9-hrQ Meu Carnaval. Mi sono divertito ma ho troppa voglia di sentire l’adrenalina del live, il contatto col pubblico e le risate a fine concerto con gli amici. Con gli allievi del Liceo e la SorrentoModernOrchestra abbiamo realizzato una serie di Concerti in diretta streaming dalla pagina Fb https://www.facebook.com/sorrentomodernorchestra/ e a breve un omaggio a Beethoven per i 250 anni dalla nascita del Maestro, abbiamo realizzato a distanza un video della V sinfonia in stile moderno.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sono molto preoccupato, la paura di questi mesi, la mancanza totale di strategie per il rilancio, poca, troppo poca attenzione all’arte… dicono che non rappresentiamo una priorità!!! Proporrei qualche settimana di silenzio totale a tutti colleghi musicisti, ai Dj, agli speaker radiofonici, immaginate un mondo senza arte, niente musica, nessun libro, nessun film… credo che allora si rivedrebbero le priorità. L’Italia rappresenta uno dei più importanti patrimoni artistici dell’umanità e fa rabbia vedere tanta superficialità da parte delle Istituzioni, ma purtroppo questo accadeva già prima del Covid. Spero in un cambio drastico di direzione.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il 2020 è andato per noi musicisti a meno che le preoccupazioni legate all’emergenza non svaniscano nel nulla. Non sarà facile la ripresa per noi ma ancor di più per i giovani che almeno per un po’ di tempo avranno ancora meno opportunità di suonare in un orchestra o un Ensemble, i numeri si riducono e di conseguenza meno opportunità. Bisogna sostenere l’arte e i giovani ancor di più in questo periodo dove lo scoramento e dietro l’angolo. Creiamo stimoli, e dobbiamo cercare in tutti i modi di sensibilizzare le istituzioni affinché ridiano lustro ai nostri tesori e ai nostri giovani artisti.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Si. Bisogna investire di più, e in qualità. Mobilitarsi e restituire al più presto gli artisti al pubblico, con tutte le dovute misure di sicurezza, comprendo che aprire un teatro per duecento anziché mille persone è un sacrificio economico ma bisogna decisamente far ritornare le persone nei teatri, sale, club e ricominciare a diffondere arte. Ben vengano tutti i concerti in streaming, video lezioni e tutto ciò che in questo momento di emergenza ci viene messo a disposizione dalla tecnologia, ma nulla può sostituire il Live.

© Cidim