INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Marina Piccinini
Marina Piccinini, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Sono stata molto fortunata ad essere stata bloccata nella nostra piccola baita sulle Alpi svizzere, insieme a mio marito il pianista Andreas Haefliger e nostra figlia Chiara. Naturalmente tutti i nostri concerti sono stati cancellati durante l'estate, e molto probabilmente, fino alla fine dell'anno, ma ci è stato dato questo tempo per esercitarci ancora più del solito, esplorare repertorio nuovo e vecchio. Mi ritrovo come sempre, immersa soprattutto nella musica di Bach. In questo periodo ho continuato a insegnare all’Università presso il Peabody Institute attraverso intense sessioni di insegnamento online, sia per masterclass individuali che di gruppo, via Zoom. Gli studenti sono sparpagliati in giro per il mondo, quindi trovare un momento in comune è una sfida! Questo lavoro è stato molto gratificante. Ho compreso l’importanza della leadership nel mio ruolo di insegnate, non solo con i miei allievi attuali, ma anche con tutti i miei ex studenti, e quindi ho organizzato diverse prove di gruppo caricando video su base giornaliera. Di conseguenza, ho anche iniziato a fare chat di gruppo su Zoom con ex alunni, studenti attuali e ospiti settimanali; in genere ci connettiamo in circa 30 persone-studenti e chattiamo riguardo alle nostre situazioni musicali. Da questo è venuta l’idea di creare un ensemble video con oltre 70 dei miei studenti sia della Peabody che della Hochschule di Hannover – allego il link YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=HPLOxM4Sc1I
La mia masterclass annuale al New World Center di Miami (mpimc.com) non è stata organizzata, quindi abbiamo spostato il tutto online. E’ una magnifica sfida ricreare un’esperienza in un modo nuovo e significativo. Abbiamo anche deciso che lo stress finanziario per i musicisti è troppo alto, così abbiamo ridotto del 75% il compenso dei nostri artisti e del 90% il biglietto per gli ascoltatori al fine di venire incontro alla comunità. Io sarò anche artista ospite per la serie Beyond the Masterclass a Los Angeles a luglio, e sono anche impegnata in diversi video e progetti collaborativi che saranno pubblicati nei prossimi mesi.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Oltre all’Elgar video che abbiamo prodotto e pubblicato, mi è stato chiesto da molti dei festival estivi che sono stati annullati, di registrare video per le loro piattaforme online. Questo include le registrazioni della Boulez Sonatine, la Partita di Bach, della prima mondiale del nuovo pezzo per flauto solista di Aaron Jay Kernis “Siren Song” per l’Aspen Festil e il Seattle Festival. Farò anche lo streaming di un Recital per Beyond the Master Class a Los Angeles e alla fine di maggio trasmetteremo l’intero MPIMC online. In più, come artista residente al festival Marlboro, terrò seminari e anche altre attività durante questa estate.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sarà impossibile per ognuno di noi vivere l’esperienza della musica dal vivo alla stessa maniera di prima. Io credo che verrà maggiormente apprezzata per la magia e il miracolo della connessione e dell’espressione umana che riesce a creare. Spero che capiremo la fragilità della forma dell’arte e il bisogno per noi di abbracciare la musica e la cultura in tutta la realtà della nostra vita artistica, e non semplicemente i successi commerciali che sono guidati finanziariamente e non artisticamente. Questa sarà una lezione difficile e amara per l’industria.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il mondo della musica e l’industria si sono sempre mossi in una direzione difficile, poiché abbiamo perso sempre più il senso della qualità a favore della quantità. Le scuole di musica stavano già realizzando che la competizione stava diventando molto intensa, che il mercato era saturo e che l'economia globale generale si stava allontanando dall'abbracciare l'arte come parte integrante della società, e quindi si stavano già concentrando su nuovi programmi che mettevano in evidenza il senso dell'imprenditorialità. Credo che ora il valore della connessione digitale e delle competenze svolgerà un ruolo ancora maggiore. Dobbiamo capire che i viaggi saranno difficili e forse irresponsabili e che dobbiamo cercare di lavorare in ambito più locale.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Non possiamo vivere senza le arti, questo è ora molto chiaro. Ma dobbiamo anche proteggere il nostro pianeta e la nostra fragile specie. È possibile farlo ed essere consapevoli e premurosi attraverso la maniera in cui decidiamo di presentare e tenere concerti. Le sfide presentate durante la pandemia di Covid-19 ci hanno permesso di intravedere un modo di vivere forse più semplice, che abbraccia e apprezza la qualità e l'arte. In questo modo tutti gli artisti possono anche perseguire la propria espressione in modo significativo per il mondo. Dobbiamo continuare a comunicare e fare musica insieme, ma dobbiamo anche essere responsabili del nostro comportamento in modo da poter rimanere tutti al sicuro.
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