INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti italiani in tempo di coronavirus: Giuseppe Giuliano
Giuseppe Giuliano, compositore
1 - Come passa il suo tempo?
Sono abituato a viaggiare molto, sia per lavoro che per curiosità di vita. Quindi questo non è un periodo buono per me. Inoltre, non sono mai stato un amante dello studio. In questo tempo improvviso al pianoforte, oppure mi occupo del montaggio di mie nuove composizioni destinate al CD, tengo contatti con amici sparsi un po' ovunque e mi dedico ad attività ludiche ma impegnative, tipo la degustazione di tabacchi e miscele da pipa, ricette di cucina, cocktail. Mi aiuta anche abitare in una casa molto panoramica sul mare.
2 - Di cosa si sta occupando?
Ricerca di suoni e rumori in rete, montaggio, trasformazioni, improvvisazione, lettura in lingue che non conosco bene come il russo e lo spagnolo, con uso frequente di vocabolario, specie per il primo caso. Suono anche volentieri la musica di Debussy.
3 - Cosa propone di vedere e ascoltare della sua musica?
Ho una produzione discografica che specie negli USA viene messa su alcuni siti per es. Classical Archives. Fra le mie varie composizioni ne indico una, da ascoltare, tutta o anche in parte: Blues Voyage per voci, percussioni, elettronica, su testi in lingue originali di J.J. Schuhl, L. Ferlinghetti, H. M. Enzensberger, V. Majakowskj, J. Joyce. In genere la mia musica non si trova su youtube, perché non amo la scarsa qualità del suono in MP3, che deforma il risultato sonoro, con tagli di frequenze altrimenti indispensabili ad una buona resa musicale. Questo lavoro è reperibile su CD.
4 - E della musica in genere?
Non mi sento di dare consigli. I musicisti hanno una propria sensibilità che li indirizza verso autori più o meno congeniali, che suonano o ascoltano per scelte e gusto personale. Gli ascoltatori invece, in genere mi sembrano più disponibili alla diversità e possiedono un senso critico inconscio ma pertinente, che mi ha spesso meravigliato. Non a caso molta produzione contemporanea che si autodefinisce “colta” non ha pubblico, perché da certi risultati sonori l’ascoltatore fugge a gambe levate. Però ho notato, anche nella mia veste di esecutore, che il pubblico “normale” non evita un genere in quanto tale, ma sovente distingue la moneta falsa da quella vera.
5 - Qual è il colore della musica?
In fisica le basse frequenze udibili (da 20 a 20000 Hz) sono il nostro campo sonoro. Le frequenze molto più alte (300.000 Hz e oltre) sono i vari colori dello spettro. La musica ha il colore dell’arcobaleno, e così l’ho sempre percepita anche a livello personale. Forse il primo ad accorgersene è stato Platone, con una spettacolare e visionaria descrizione, nell’ultimo capitolo della Repubblica.
Infine, qual è la composizione che ha cambiato la sua vita? l
Hymnen di Karlheinz Stockhausen. Che ho ascoltato dal vivo a Roma quando ero ancora studente, eseguita in seconda esecuzione mondiale dall’Autore, in versione elettronica con solisti. Mi colpì molto l’uso totale dei suoni: suoni concreti, come inni nazionali, rumori e suoni campionati di generi molto diversi, suoni elettronici, suoni strumentali e vocali, in un insieme compositivo apparentemente caotico, deciso dall’autore con un raffinato montaggio e con una direzionalità musicale trascinante ed estremamente potente. Ho anche eseguito diverse volte questa composizione alla regia del suono, avvalendomi delle indicazioni dell’Autore, e la considero un vero capolavoro musicale. La durata di circa 2 ore può non invogliare, ma consiglio l’ascolto integrale in unico arco di tempo. Niente youtube, ma un ottimo CD della Stockhausen Verlag, con un impianto di ascolto degno di questo nome.
© Cidim