INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Axel Trolese
Axel Trolese, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Ho approfittato dello stop ai concerti e agli spostamenti deciso dal Governo per studiare ancora di più al pianoforte, concentrandomi in particolare sul mio prossimo progetto discografico, senza avere la preoccupazione imminente del palcoscenico, sperando di calcarlo al più presto. Inoltre, prima dell’inizio della quarantena ho deciso di occuparmi in maniera più stabile e metodica del mio corpo, cosa che adesso riesco a portare avanti con più regolarità. Ho anche fatto delle esperienze nuove e gratificanti, come quella di occuparmi dell’orto della casa in cui mi trovo ora, che non è la mia residenza abituale. Ho la fortuna di essere in aperta campagna, dove gli spazi sono più grandi e lo “stare a casa” è un concetto decisamente più elastico rispetto a una grande città fatta di appartamenti. La natura che c’è qui intorno regala pace e tranquillità.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si, ho trasmesso già due concerti in streaming, uno sulla mia pagina Facebook professionale e uno sulla rete newyorkese di The Violin Channel, oltre a un breve momento musicale per Musica con le Ali. Trovo che sia una modalità utilissima per restare in contatto con il nostro pubblico e diffondere l’azione culturale e la capacità evasiva della musica da una realtà difficile, come quella che stiamo affrontando ora. Ci tengo a sottolineare che la parola chiave per queste iniziative è stata “professionalità” sia dal punto di vista del programma (che avevo proposto per un concerto dal vivo in marzo che è stato ovviamente annullato), che per la registrazione audio/video (per la quale mi sono fatto aiutare da un tecnico professionista, prima del divieto di spostamento tra comuni diversi).
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Come per tutti i settori del mondo del lavoro, anche nel nostro bisognerà ripensare in profondità a tanto, se non tutto, quello che si dava per scontato. La musica dal vivo si nutre di assembramenti, sia tra il pubblico che sul palco, e probabilmente si faranno interventi per limitare l’afflusso alle sale e diminuire i musicisti. Secondo me si dovrà puntare sui mezzi di protezione, come mascherine e guanti, per mettere in sicurezza il pubblico e i lavoratori. Il distanziamento sociale è assicurato infatti non solo dalla mera distanza in metri, ma proprio da queste protezioni.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Sono sicuro che tutti quegli interpreti italiani che hanno una maggiore attività all’estero troveranno grazie a questa epidemia una maggiore occupazione in Italia, ora che le star internazionali della musica classica saranno frenate a causa del blocco delle frontiere. Allo stesso tempo, auspico che questa situazione porti alla ribalta dei giovani musicisti, che sapranno interpretare meglio le richieste del pubblico e della società con le loro scelte musicali e artistiche. Probabilmente ci sarà una fioritura dei concerti da camera, troppo spesso messi in secondo piano dai sinfonici di prestigio, perché sapranno assicurare di più le prescrizioni di distanziamento sociale, alla base della ripresa lavorativa.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
È frustrante per chi si occupa di musica non poter suonare dal vivo ed essere in contatto col proprio pubblico, ma quando si potrà tornare a teatro il legame tra arte, artista e fruitore sarà più forte di prima, proprio a causa della distanza che adesso ci è imposta. Per il momento, invito tutti a approfittare dell’enorme mole di concerti registrati nei più importanti enti teatrali del mondo, che vengono giornalmente trasmessi da canali nazionali e internazionali come Rai5, ARTE, Sky Classica, Digital Concert Hall e dalle pagine social degli enti stessi. È un’opportunità per tutti di assistere a un concerto in Scala o alla Carnegie Hall dal comodo divano di casa, per di più senza alcuno scarto di caramelle!
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