INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Domenico Turi

Domenico Turi compositore
1 - Come passa il suo tempo?
Per fortuna le cose da fare non mancano in casa, tra un po' di smart working, la famiglia, il pianoforte, la composizione, la cucina, la casa, le due piantine di odori da accudire, qualcosa da leggere, un paio di serie TV da guardare, i francobolli da sistemare, l'inglese da migliorare, e un'altra serie di cose che non mi vengono in mente, diciamo di essere abbastanza indaffarati anche se chiusi in casa...
2 - Di cosa si sta occupando?
Sto scrivendo la mia seconda opera lirica quindi parecchie note da scrivere...
3 - Cosa propone di vedere e ascoltare della sua musica?
Proporrei la mia prima opera, Non è un paese per Veggy, ma ci sono solo piccoli spezzoni online, quindi propongo l'ascolto di Tre aforismi per clarinetto e fisarmonica che usciranno in un disco proprio in questi giorni registrati dal Duo Essentia: una composizione del 2008, una delle prime cose che ho scritto in assoluto, ma a cui sono molto legato. Consiglio anche i Due preludi per pianoforte.
4 - E della musica in genere?
Tutta la buona musica possibile, in questo periodo sto ascoltando molta musica antica che trovo incredibile. Monteverdi, Cavalli, Rameau. In questi giorni un direttore inglese mi ha fatto scoprire le sinfonie di Elgar che consiglio di ascoltare a chi come me non le conosceva fino a qualche giorno fa.
5 - Qual è il colore della musica?
Non ho mai attribuito colori alla musica, infatti non ho mai capito le teorie di Skrjabin, e giuro mi sono impegnato! Comunque la musica è una tavolozza infinita di colori, un'apoteosi di colori! Infine, qual è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Sono diverse le composizioni che hanno segnato e cambiato la mia vita, e ogni tanto se ne inserisce una nuova o già conosciuta che comunque ci devia il percorso. Però due sono state proprio fondamentali: la canzone Cuccurucucù di Battiato mi ha fatto innamorare della musica in generale da piccolissimo  - i consiglia un volume molto alto e un ballo sfrenato con il giusto supporto vocale -, e gli studi per pianoforte di Ligeti mi hanno portato a studiare la composizione e ad entrare dentro una partitura come non avevo mai fatto in vita mia.
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