Irrtum




NOMI LEGATI ALL'OPERA:
Mirco De Stefani - compositore
Andrea Zanzotto - autore testo
ORGANICO:
soprano, flauto, percussioni


ANNO:
1994
DURATA:
6' 00''
PRESENTAZIONE:
La trama polifonica di Irrtum trapassa ininterrotta lungo i sette momenti rinvenibili nel testo zanzottiano; le percussioni, trattate come un unico strumento, contrappuntano il canto e il flauto; la musica, nel suo farsi/consumarsi, aspira a rappresentare quegli aspetti della poesia che riconosce più vicini alla sua natura di evento spazio-temporale: le parole chiave del testo diventano elemento formante per lo sviluppo e la strutturazione di un tessuto “che in sé / rientra e si retroespande nel / rigore, nel purissimo scostruire”. L’analisi delle relazioni individuabili lungo l’asse sintagmatico del discorso viene polarizzandosi attorno alla configurazione dei nessi luce/ombra, limpido/ cupo, onnipotente/lieve, farsi/costruirsi, evidenza/errore (irrtum), sospesi in un’atmosfera intemporale, in un cielo di “non-tramonto” colorato di viola e rosso. Una luce metafisica (il logos, la serie) permea ogni elemento come principio originario (divino) da cui ogni ente trae la propria corporeità; perfino la moderna immagine digitale, espressione visiva di una serie di operazioni logico-matematiche, può diventare il luogo in cui la luce e l’energia divengono parte dei processi logici della mente. Elementi filosofici (da Aristotele a Plotino, da Tommaso a Bonaventura, da Agostino a Dante) accompagnano l’ascoltatore lungo un improbabile itinerarium mentis, in un progressivo condensarsi di intensità fonico-materica fino all’ “invasamento che in sé / si assorda e ammutina in evidente / venir meno di ogni evidenza”. Le fasce seriali e il reciproco riflettersi del flauto e della voce si avvolgono e si aggrumano fino a consumarsi “al più alto / luogo” in cui il tempo presente e il passato sono presenti entrambi nel tempo futuro e questo è contenuto nel passato: un microcosmo eternato nel puro presente, dove le tenebre-silenzio si decompongono e la luce-suono (l’hölderliniana philosophische Licht) si consuma, in un trapassare reciproco che celebra “in festa” le “ombre-orme” della realtà. Il brano è stato composto nel 1994 su commissione del Festival Pontino di Sermoneta per un concerto dedicato al 90° compleanno di Goffredo Petrassi. Mirco De Stefani



Esecuzioni

Esecuzione dal vivo
Interpreti:
Monica Berni (flauto), Jana Mrazova (soprano), Michele Vinci (percussioni)
Data:
10 06 1994
Luogo:
Castello Caetani, Sermoneta: Italia
Emittente o ente organizzatore:
Campus Internazionale di Musica
Ciclo di esecuzioni:
Festival Pontino [Ciclo di esecuzioni "dal vivo"]


Registrazioni

Formato:
CD
Titolo:
Composizioni da camera
Editore:
Rivoalto, Venezia
:
CRR2011 - 2001