Cavatina e i gridi




SOTTOTITOLO:
Per sestetto d'archi


NOMI LEGATI ALL'OPERA:
Salvatore Sciarrino - compositore
Francesco Agnello - dedicatario
CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica - committente
ORGANICO:
archi


ANNO:
2002
DURATA:
6' 00''
PRESENTAZIONE:
Da qualche anno cerco di comprendere cosa implicano le mie composizioni. L’aspetto più notevole non è di natura concettuale. E’ la particolare configurazione psicoacustica e l’esperienza stessa di ascolto che si mette in gioco.
Attingendo alla sfera della percezione, assottigliando i sensi quasi ad azzerarli, la mia musica avvia un processo di rigenerazione auditiva attraverso cui l’ascoltatore diviene partecipe dei rumori del mondo. Ma che può significare un titolo formato, come un centauro, di due metà in forte opposizione?
Ho voluto elaborare, passo dietro passo, uno stile vocale che fosse espressivo senza banalità vecchie e nuove: con esso ho costruito le mie ultime opere teatrali e recentemente l’ho applicato agli strumenti. Recitativo è dunque il punto di partenza del nostro viaggio. Farà da inevitabile riferimento (però soltanto ideale) la Cavatina di Beethoven, un unicum della letteratura per archi. Ecco giunge traumatica la scissione tra dimensioni effettivamente eterogenee, parallele e intermittenti: i fruscìi ai limiti dell’impercettibile notturno da un lato, e la fisionomia aulica del canto strumentale. Allorché esso infine viene ad espandersi, il suo lirismo si estremizza in una tensione tragica, corale, all’orlo di una voragine silenziosa. Mai insonnia di pittore riuscirebbe a fermare questo grido su bocche spalancate: qui la musica vince proprio per l’immediatezza della comunicazione.
Il sestetto è dedicato a Francesco Agnello, con tutta la gratitudine che gli è dovuta da chiunque abbia a cuore il contemporaneo.
Per imperscrutabile rigiro della sorte, la partitura è iniziata a Schwetzingen e completata nella campagna siciliana di Piconello, a casa di Maria Luisa Guccione dove ha lasciato tracce il passaggio del giovane Stockhausen. Nascere. Vedere la luce. Prima e dopo il tramonto: quella dorata e orizzontale che scopre il fondo delle stanze, oppure quella di una lampada stanca, sospesa nel vuoto accecato. Chi è abituato all’alternanza stagionale di attività e riposo, rimane sorpreso nel constatare quanto le mie giornate risultino indistintamente sacrificate al lavoro. “Tu pensi sempre alla musica” sono parole dette da una innocente pronipote, a cui sarebbe ridicolo controbattere. Avendo in animo di trascorrere una breve vacanza, mi trovavo ormai a comporre in un sovrapporsi di convivialità e paesaggio, pur’esso sfaccettato nell’improvvisa oscurità ospitale, nel tufo barocco traforato o nel giardino interno, in mezzo a tutti fingendo di non essere altrove, dentro un angolo riservato della mente da cui saluto gli amici di fresco acquisiti.
Salvatore Sciarrino (2002)



Esecuzioni

Esecuzione dal vivo
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Prima esecuzione assoluta
Titolo:
Progetto Sciarrino
Interpreti:
Data:
08 11 2002
Luogo:
Sala dei Baroni Palazzo Steri, Palermo - Italia
Emittente o ente organizzatore:
CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica


Edizioni a stampa

Partitura
Editore:
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138972