#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Fabio Angelo Colajanni
Fabio Angelo Colajanni , Flautista e ottavinista della Banda dell’Esercito Italiano
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Ho la fortuna di trascorrere questo periodo di permanenza “forzata” stando a casa in campagna. Questo mi permette innanzitutto di vivere a stretto contatto con la natura, di godermi i miei genitori, leggere e ascoltare musica. Dal punto di vista musicale mi sto dedicando allo studio di nuovo repertorio e alla didattica, stando sempre in contatto con i miei allievi attraverso le lezioni online. Ho poi avuto il piacere di conoscere nuovi compositori che hanno voluto dedicarmi dei loro brani non facendomi mancare, anche in questo periodo, quella bellissima sensazione che si prova quando si crea uno stretto rapporto esecutore/compositore nello studio di una nuova composizione.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non ho realizzato vere e proprie esecuzioni in streaming ma messaggi video di saluti che mi sono stati richiesti, piccoli spunti di studio da destinare agli allievi ed esecuzioni “a distanza” con il Millennium Ensemble e altre formazioni da camera. Ho inoltre dato il mio contributo registrando basi che poi sono servite per la realizzazione di video trasmessi anche in TV.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Se l’emergenza sarà terminata significherà che il virus sarà stato definitivamente sconfitto e finalmente si potrà tornare alla normalità quindi spero che tutto riprenderà come prima. In questo periodo di performance online la cosa davvero triste è vedere le sale da concerto deserte. Si sente la mancanza dello stretto contatto con il pubblico, elemento essenziale per un musicista che si ha solamente in un’esecuzione dal vivo. Non si potrà però attendere troppo tempo per cui, in questa fase “transitoria”, credo che sia necessario adottare e studiare delle misure idonee che in qualche modo possano far ripartire anche questo settore.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Pur volendo essere ottimista penso che non sarà facile ripartire. Specie in Italia era difficile prima e purtroppo lo sarà ancor di più dopo questa pandemia. Augurandomi che un aiuto concreto arrivi dalla nostra classe politica e dalle Istituzioni, personalmente continuerò a impegnarmi in ciò che faccio da circa 20 anni insieme al Maestro Michele Marasco ossia continuare a elargire borse di studio a giovani talenti, creare “spazi” e “situazioni” in cui i giovani siano i veri protagonisti e dare un aiuto concreto a quegli studenti le cui famiglie saranno state messe in ginocchio da questa situazione affinché possano continuare a coltivare la loro passione senza troppe difficoltà.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
E’ notorio che la Cultura e l’Arte siano alla base della crescita di un popolo per cui mi auguro che dopo questo periodo possiate essere ancora più numerosi e sarà una gioia per noi continuare a trasmettervi le nostre emozioni. Una cosa è certa. Ora più che mai, per ripartire, abbiamo davvero bisogno del Vostro sostegno!

© Cidim