|
digitale
Herbarium Sonorum Interpreti: Nicola Fazzini , Giovanni Maier nusica.org 2026 Descrizione: Per nusica.org, con il contributo di Nuovo IMAIE, Herbarium Sonorum, il nuovo disco del duo formato dal sassofonista Nicola Fazzini e dal contrabbassista Giovanni Maier: undici improvvisazioni libere, registrate in un'unica giornata in uno stavolo di montagna in Carnia, ciascuna intitolata a una pianta o un'erba. Il disco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 settembre 2026. Undici improvvisazioni libere, registrate in un'unica giornata in uno stavolo di montagna in Carnia, compongono un lavoro che mette al centro il dialogo tra sax alto e contrabbasso, l'ascolto reciproco e la capacità del suono di generare forme sempre nuove. Ciascuna traccia porta il nome di una pianta o di un'erba: non un programma descrittivo, ma un lessico condiviso che accompagna e riflette il modo in cui la musica del duo si sviluppa e si trasforma. Il progetto non nasce da un'intenzione dichiarata di incidere un disco, ma da un'amicizia musicale costruita attraverso oltre vent'anni di incroci occasionali. Fazzini e Maier avevano già suonato insieme in quartetto diversi anni fa, per poi ritrovarsi colleghi al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste, dove insegnano rispettivamente Composizione Jazz e Contrabbasso e Basso Elettrico Jazz. È nel 2025 che la loro frequentazione musicale assume una forma più continuativa, con la scelta di sperimentare il duo. Una prima sessione, registrata sul momento e pubblicata direttamente su Bandcamp prima che l'incontro prendesse la forma di un progetto discografico, restituisce già lo spirito della collaborazione: non una costruzione preordinata, ma il desiderio di documentare un'intesa nata spontaneamente e subito riconosciuta come fertile. La scelta del duo e il titolo stesso del disco rispondono alla stessa idea di fondo. «Prediligo le formazioni piccole, anche minime: è lì che riesco a far emergere meglio il mio suono, in una dimensione più rarefatta e raccolta», racconta Giovanni Maier. «Sono anche appassionato di piante ed erbe e ho sempre trovato che fosse una metafora calzante per il tipo di musica che facciamo: una musica autogenerativa, in cui una piccola cellula di poche note può svilupparsi fino a diventare qualcosa di molto complesso, proprio come un seme che dà vita a una pianta. Il concept non è arrivato a tavolino: è nato dopo, quando la musica aveva già messo radici». Il richiamo al mondo vegetale si inserisce in una tradizione che attraversa la storia del jazz — da Scott Joplin a Duke Ellington, la natura ha spesso offerto un vocabolario simbolico alla musica —, ma in Herbarium Sonorum il riferimento botanico si allontana da ogni lettura puramente evocativa: la costruzione sonora del duo rimanda meno a un giardino ordinato che a una selva densa, imprevedibile e in continua trasformazione. Anche i titoli delle undici tracce nascono da un'esigenza concreta più che da un disegno preventivo. In vista della registrazione, Fazzini e Maier hanno scelto di predisporre per ciascun brano un titolo, affidandosi a un lessico botanico capace di raccontare gusti, memorie e affetti privati: la vite, Vitis vinifera; il grano, Triticum turgidum dicoccum; fino alle suggestioni raccolte tra l'orto della madre di Fazzini e le erbe spontanee della Carnia, come la Cicerbita alpina. Solo in un secondo momento, riascoltando il materiale, i due musicisti hanno individuato corrispondenze più sottili tra alcune piante e i brani a loro associati, senza però forzare un sistema di equivalenze. Più un'eco suggestiva che una mappa rigorosa: la possibile analogia tra il carattere rampicante dell'edera e Hedera helix, per esempio, non diventa una chiave di lettura obbligata, ma resta una traccia aperta all'ascolto. L'album è stato registrato venerdì 24 aprile 2026 presso lo stavolo di Nello Schneider a Curiedi, località di Fusea, in provincia di Udine. Tipica costruzione di montagna in pietra e legno, un tempo rifugio per i pastori e luogo di lavorazione del formaggio, lo stavolo è oggi uno spazio silenzioso, dall'acustica naturale, che ha restituito fisicità al suono del duo. Il lavoro si è sviluppato lontano dalle logiche di uno studio tradizionale, in un ambiente che diventa parte attiva della fisionomia dell'album. Nessuna scrittura preventiva, nessun tema fissato a tavolino: i brani nascono nel momento, lasciando che a guidare il processo sia l'ascolto reciproco più che un piano prestabilito. «Per natura sarei un pianificatore, ma in questo disco ho scelto di lasciarmi andare, di seguire l'istinto più del ragionamento», ammette Nicola Fazzini. «Certe intese, in musica come nei rapporti umani, nascono per ragioni misteriose: in un certo senso ci si annusa e, a volte, funziona in un modo del tutto inaspettato». Coerentemente con questo approccio, l'ordine dei brani sul disco coincide esattamente con la sequenza della registrazione. Ne deriva un percorso che alterna naturalmente atmosfere e densità differenti, come un concerto dal vivo senza pubblico, in cui ogni episodio prende forma anche in relazione a ciò che lo precede. Il singolo d'anticipazione, Lavandula angustifolia, è stato individuato dal duo come il brano più rappresentativo dell'intero lavoro: una traccia capace di attraversare in pochi minuti registri e dinamiche diverse, restituendo in sintesi la varietà di colori dell'album. Fazzini e Maier non concepiscono Herbarium Sonorum come un ascolto riservato agli addetti ai lavori. La sua chiave d'accesso non è una competenza specialistica, ma la curiosità e la disponibilità all'ascolto: la possibilità di seguire due musicisti che si incontrano nello spazio aperto dell'improvvisazione, senza rinunciare alla forma, alla melodia e alla ricerca timbrica. Profili Nicola Fazzini è sassofonista, compositore e improvvisatore attivo nell'ambito del jazz contemporaneo e della musica di ricerca. Originario del Veneto, ha sviluppato un linguaggio espressivo che intreccia tradizione jazzistica, sperimentazione sonora e scrittura contemporanea, costruendo un'intensa attività in Italia e all'estero. Tra i suoi progetti come leader e co-leader spicca l'XY Quartet, fondato insieme ad Alessandro Fedrigo e attivo da oltre quindici anni, tra i gruppi più longevi e visionari della scena jazzistica italiana contemporanea. Ha collaborato, tra gli altri, con Enrico Rava, Peter Erskine, Carla Bley, Steve Swallow, Miles Okazaki, Amir ElSaffar, François Houle e Nick Frazer. Ha all'attivo oltre quaranta incisioni discografiche, molte delle quali in veste di leader. È titolare della cattedra di Composizione Jazz al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste, dove svolge anche un'attività curatoriale legata alla diffusione del jazz contemporaneo. Giovanni Maier è contrabbassista, compositore e improvvisatore friulano, tra le figure più originali del jazz contemporaneo europeo. Attivo dagli anni Ottanta, ha sviluppato un linguaggio personale che unisce jazz, musica improvvisata, tradizione colta contemporanea e ricerca timbrica, distinguendosi sia come leader sia all'interno di ensemble dedicati alla sperimentazione sonora, tra cui lo storico Electric Five di Enrico Rava e l'Italian Instabile Orchestra. Ha collaborato con musicisti quali Gianluigi Trovesi, Cecil Taylor, Anthony Braxton, Keith e Julie Tippett, Louis Moholo, Roswell Rudd, Franco D'Andrea e Tim Berne. La sua attività è documentata in oltre 250 dischi pubblicati in veste di leader o sideman, molti dei quali per Palomar, etichetta da lui fondata. Nel corso della carriera ha preso parte a importanti festival e progetti interdisciplinari, lavorando anche per teatro, danza e cinema. È titolare della cattedra di Contrabbasso e Basso Elettrico Jazz al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste. Nicola Fazzini, Giovanni Maier Herbarium Sonorum Formazione Nicola Fazzini – sax alto Giovanni Maier – contrabbasso Tracklist Cicerbita alpina Taraxacum officinale Sambucus nigra Camellia sinensis Vitis vinifera Triticum turgidum dicoccum Lavandula angustifolia Hedera helix Hypericum perforatum Passiflora caerulea Populus alba Tutte le composizioni di Nicola Fazzini e Giovanni Maier Registrato venerdì 24 aprile 2026 presso lo stavolo di Nello Schneider, Curiedi, Fusea (Udine) Registrazione e mix: Michele Pegan Foto di copertina: Igor Tullio Elenco brani: 1. Cicerbita alpina 2. Taraxacum officinale 3. Sambucus nigra 4. Camellia sinensis 5. Vitis vinifera 6. Triticum turgidum dicoccum 7. Lavandula angustifolia 8. Hedera helix 9. Hypericum perforatum 10. Passiflora caerulea 11. Populus alba |