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In scena per la prima volta al Teatro Sociale di Como, l’ultima opera di Benjamin Britten, Death in Venice è un intenso viaggio tra arte, desiderio e ricerca della bellezza. Ispirata al celebre romanzo omonimo racconta la storia e il tormento di un affermato scrittore che giunge a Venezia in cerca di riposo e nuova ispirazione. Teatro Sociale di Como venerdì, 9 ottobre 2026 – ore 20.00 opera turno a domenica, 11 ottobre 2026 – ore 15.30 opera turno b DEATH IN VENICE Opera di Benjamin Britten La seconda produzione della stagione lirica Stagione 2026-27 porta per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Sociale di Como Death in Venice, opera in due atti di Benjamin Britten, in scena venerdì 9 ottobre alle ore 20.00 e domenica 11 alle ore 15.30. L’opera è stata composta nel 1973 ed è basata sull’omonima novella di Thomas Mann, a cui la librettista Mary Myfanwy Piper si rifece piuttosto fedelmente mantenendo le sfumature tipiche del dramma psicologico. Ultima creazione del compositore, rappresenta una sorta di testamento spirituale e riassume la ricerca di una vita, incentrata sul valore estetico e sulla morale dell’arte. L’opera racconta la vicenda dello scrittore Gustav von Aschenbach che, approdato a Venezia, resta ossessionato da Tadzio, un giovane ragazzo polacco. Colpito da crisi artistica e spirituale, dopo l’incontro con questo giovane al Lido ne fa il suo ideale di bellezza. Ma la città sarà colpita dal colera e ad Aschenbach, a sua volta contagiato, non resta che ammirare per l’ultima volta il giovane prima di morire improvvisamente sulla spiaggia. Nell’opera la figura di Tadzio è trasformata in un personaggio muto, l’estraneità è rafforzata dalla differenza di linguaggio scenico: il giovane si esprime con la danza. Questo nuovo allestimento di OperaLombardia, coprodotto con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Teatro Dante Alighieri di Ravenna, è firmato da Rodula Gaitanou, regista nominata due volte agli International Opera Awards e già conosciuta al pubblico di Como per Madama Butterfly nella Stagione 2023-24. Accanto a lei, Takis a curare scene e costumi, Mattia Agatiello le coreografie, Fiammetta Baldiserri le luci e Dick Straker i video. Un allestimento fortemente evocativo e contemporaneo, che non cerca di ricostruire la Venezia di Thomas Mann, ma di trasformarla nel paesaggio interiore di Aschenbach, affidando alla danza, alle immagini e alla luce la rappresentazione del suo progressivo abbandono alla bellezza, al desiderio e alla perdita di sé. A dirigere l’Orchestra I Pomeriggi Musicali è il M° Daniel Smith, di origine australiana, premiato in prestigiosi concorsi internazionali, ha collaborato con orchestre e teatri di tutto il mondo, quali la London Philharmonic Orchestra, la Frankfurt Radio Symphony, il teatro Mariinskij di San Pietroburgo e Opera Australia. Un capolavoro di rara intensità poetica, in cui Benjamin Britten riesce con la sua musica a tradurre in suoni quello che da molti è riconosciuto tra i celebri testamenti spirituali del Decadentismo europeo. |