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Si è svolta sabato 3 ottobre, nella Media Lounge di Cremona Musica, e poi la sera all’Auditorium Arvedi del Museo del violino, la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del Premio Abbiati del Disco 2026, durante la quale l’Associazione Nazionale Critici Musicali ha reso note le motivazioni dei dodici premiati nelle sei categorie in concorso, già annunciati lo scorso luglio. La cerimonia, trasmessa in diretta sui canali social di Cremona Musica, è ora disponibile al seguente link:
https://www.facebook.com/mondomusicacr/videos/1762941585838349
A guidare la cerimonia è stato il presidente dell’Associazione Andrea Estero, che ha richiamato la natura corale con cui l’Associazione, e la giuria da essa espressa, seleziona ogni anno le pubblicazioni discografiche. Estero ha inoltre ricordato come fra i compiti della critica musicale di oggi rientri un’attenta ricognizione del panorama discografico, capace di cogliere i segnali che il mercato e le nuove tecnologie lanciano sul rapporto fra l’opera musicale e le modalità con cui il pubblico la fruisce. La giuria che ha selezionato i vincitori era composta dal direttivo dell’Associazione Nazionale Critici Musicali (Andrea Estero, presidente dell’Ancm e della giuria, Alessandro Cammarano, Carlo Fiore, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Roberta Pedrotti, Alessandro Rigolli) e da sei critici eletti dagli iscritti dell’ANCM (Luca Chierici, Francesco Cristiani, Silvia Del Zoppo, Giancarlo Landini, Gregorio Moppi, Lorenzo Tozzi). Le candidature erano state selezionate dai più di cento soci dell’Associazione, alcuni dei quali erano presenti durante la premiazione. Nella serata di gala dedicata ai Cremona Musica Awards, il Premio Abbiati del disco è stato rappresentato dalle vincitrici nella categoria “repertorio solistico”: la violoncellista Miriam Prandi, per la sua lettura delle Suites per violoncello di Bach (incise nell’album pubblicato da Fuga Libera), e Marina Comparato che, insieme a Gianni Fabbrini, ha firmato per Dynamic Romantic Florence, un omaggio a Luigi Gordigiani e di cui sono stati eseguiti due brani. Do Tokyo, nel pomeriggio, è intervenuto Fabio Luisi, vincitore del Premio speciale per l’incisione della tetralogia wagneriana con la Dallas Symphony Orchestra (edita da Delos), che ha offerto un resoconto preciso e appassionato della genesi dell’incisione del Ring, anticipando anche alcuni dei suoi prossimi impegni. Grande apprezzamento per l’intervento di Christoph Franke, producer delle incisioni discografiche dei Berliner Philharmoniker e di alcuni titoli ECM, che ha raccontato l’impegno costante dell’orchestra berlinese sul fronte dell’innovazione, portando i saluti del direttore d’orchestra Kirill Petrenko, premiato insieme alla compagine di cui è direttore principale, per il disco Kirill Petrenko conducts Arnold Schönberg. Da Edimburgo è intervenuto il direttore Maxim Emelyanychev, alla guida dell’ensemble Il Pomo d’Oro, vincitori nella categoria “Opera” per l’incisione di Dido and Aeneas di Henry Purcell, pubblicata da Warner-Erato. La direttrice Eva Ollikainen ha inviato un messaggio di ringraziamento, a nome proprio e dell’Iceland Symphony Orchestra, vincitori nella categoria “Repertorio sinfonico” per Complete Symphonies, album che raccoglie l’esecuzione dei lavori di Arvo Pärt per orchestra, edito da Chandos. Di seguito l’elenco completo dei premiati e le relative motivazioni: Opera Henry Purcell, Dido and Aeneas (Warner-Erato) Joyce DiDonato, Michael Spyres Il Pomo d’Oro MaximEmelyanychev All’interpretazione di Dido and Aeneas diretta da MaximEmelyanychev per la rara unità fra canto e invenzione teatrale. Vi primeggia Joyce DiDonato, che interpreta una Didone inquieta e vulnerabile, attraversando la furia del confronto con Enea prima di giungere alla spoliazione dell’addio. Michael Spyres, Fatma Said e Beth Taylor danno rilievo ai diversi volti del dramma e, insieme al Pomo d’Oro, animano danze, incantesimi e recitativi con ritmo incalzante e colori pertinenti. La registrazione conserva la tensione di un’azione viva e offre, pur entro una discografia ricchissima, una lettura di Purcell personale e commovente al contempo. — Mieczysław Weinberg, The Idiot (Unitel) MirgaGražinytė-Tyla Krzysztof Warlikowski Wiener Philharmoniker Al dvd The Idiot per aver documentato una produzione straordinaria, capace di imporsi come trionfo visionario e pietra miliare nella riscoperta postuma del compositore Mieczysław Weinberg. Per la perfetta fusione tra musica e teatro, dove la regia di KrzysztofWarlikowski scava nei meandri stratificati della psiche, traducendo Dostoevskij in immagini fluide, spiazzanti e di intima commozione. La direzione di MirgaGražinytė-Tyla alla guida dei Wiener Philharmoniker esalta la densità drammatica di una partitura cupa e al contempo abbagliante. L’altissimo livello del cast (Bogdan Volkov, AušrinėStundytė, Vladislav Sulimsky, IuriiSamoilov, Xenia Puskarz Thomas) e la sorprendente sintesi visivo-sonora restituiscono un’opera d’arte di assoluto valore storico-estetico. Repertorio sinfonico ArvoPärt, Complete Symphonies (Chandos) Eva Ollikainen Iceland Symphony Orchestra La produzione sinfonica occupa una porzione meno frequentata del catalogo di Pärt, nonostante sia in grado di offrire una prospettiva essenziale per la piena comprensione del suo itinerario artistico. Coniugando valore documentale e qualità esecutiva, l’integrale pubblicata da Chandos si impone come una nuova lettura di riferimento per questi quattro lavori, che attingono alle sperimentazioni giovanili così come al linguaggio della piena maturità. Affrontate con chiarezza dall’Iceland Symphony Orchestra diretta da Eva Ollikainen, le sinfonie vengono così restituite in tutta la loro varietà e urgenza. — Kirill Petrenko conducts Arnold Schönberg (Berliner Philharmoniker Recordings) Kirill Petrenko Berliner Philharmoniker I tre cd più un Blu-Ray confezionati su registrazioni dal vivo dei Berliner Philharmoniker a 150 anni dalla nascita di Arnold Schönberg (1874-1951) ne rilanciano la straordinaria arcata sperimentale attraverso cinque capisaldi esemplari: dalla cristallina VerklärteNacht op. 4 all’oratorio Die Jakobsleiter, raro e sontuoso capolavoro, grazie anche alla presenza del Coro della Radio di Berlino. Dell’interpretazione colpisce la magnetica portata espressiva e il lucido, potente smalto dell’orchestra, che conferiscono un nuovo profilo al Concerto per violino op. 36, solista graffiante Patricia Kopatchinskaja, alle Variationen op. 31, alla pungente Kammersymphonie op. 9. Perché Kirill Petrenko vuole esatta aderenza intellettuale ai diversi stili delle composizioni, ma le appoggia tutte su un pedale di intensa e finora inesplorata emotività. Repertorio cameristico A Dark Flaring (ECM) SignumQuartett A Dark Flaring, di un’etichetta audace come ECM, sposta i riflettori dalla musica d’arte del canone europeo-americano per indagare un mondo compositivo negletto come quello del Sud Africa. Ritratto di sei autori e autrici dell’ultimo secolo (anche viventi), suonati con impeto persuasivo dal Signum Quartett, che da un lato si riconnettono alla cultura e alle sonorità dei gruppi etnici zulu e xhosa (Mokale Koapeng, Péter Louis van Dijk, Robert Fokkens), dall’altro fanno inevitabilmente i conti con la tradizione d’Europa (Priaulx Rainier e Arnold van Wyk) e l’irruenza ribelle del rock (Matthijs van Dijk). — Claude Debussy, Karol Szymanowski, Quartets (Alpha) Belcea Quartet Al Belcea Quartet per un’interpretazione capace di unire precisione analitica e intensità espressiva. Tornando al Quartetto di Debussy venticinque anni dopo la prima incisione, l’ensemble ne rivela la trama con trasparenza, senza attenuarne l’impeto ritmico né la sensualità del suono. L’accostamento coi due Quartetti di Szymanowski illumina poi un percorso originale nella modernità: dalle sfumature armoniche del primo all’energia aspra e nutrita di echi popolari del secondo. Nelle tre opere, l’equilibrio fra le voci, la ricchezza dei colori e l’attenzione ai contrasti rendono ogni passaggio riconoscibile e necessario. Repertorio solistico Johann Sebastian Bach, Cello Suites (Fuga Libera) Miriam Prandi A Miriam Prandi, per un progetto discografico che si inserisce in un quadro di ampio respiro e ambizioni sinestetiche felicemente risolte. L’esperienza live ha allargato il confine abituale del concerto ed esteso la reciprocità insita nella musica da camera ad altre discipline, cogliendo nella danza una comune espressione attraverso sensi diversi, fra dimensione sonora e spaziale, vibrazioni fisiche, musicali e luminose. L’incisione ne è parte attiva e restituisce un’idea di Bach che allo scrupolo unisce la vitalità di interpretazione in cui le scelte esecutive moderne hanno la forza e la consapevolezza di un dialogo sempre attuale fra razionalità e sensi. — Luigi Gordigiani, Romantic Florence (Dynamic) Marina Comparato Gianni Fabbrini Il cd, patrocinato dal Maggio Musicale Fiorentino nella prospettiva del recupero e della valorizzazione del patrimonio musicale italiano e del capoluogo toscano dove Luigi Gordigiani morì nel 1860, è dedicato a una figura singolare della musica dell’Ottocento, che si segnalò nel genere della lirica da camera. La felice proposta trova compiuta realizzazione grazie all’intesa di due artisti di rango: il mezzosoprano Marina Comparato e il pianista Gianni Fabbrini. Tra il pianoforte e la voce si stabilisce un’aurea intesa, un rincorrersi, un prendersi e lasciarsi, in caleidoscopico gioco di sfumature e di accenti volti a rendere lo spirito dei singoli brani, ciascuno con le proprie caratteristiche. Si ascolta così tutto d’un fiato un ampio programma, stupiti dall’originalità delle diverse pagine e dall’inventiva del loro compositore. Nuova musica Aftab Darvishi, Unsuk Chin, JörgWidmann, Thomas Adès, East Meets West (Alpha) Anne-Sophie Mutter In questo disco Anne-Sophie Mutter, nel celebrare cinquant’anni di carriera, rifiuta ogni compiacimento retrospettivo e afferma con chiarezza – da musicista, prima ancora che da interprete – la centralità della musica del nostro tempo. East Meets West si distingue come progetto che – forte della riconosciuta caratura di un’artista che ha attraversato l’ultimo mezzo secolo abitando da protagonista i maggiori palcoscenici internazionali – lancia uno sguardo diretto e lucido sul presente. Il disco riunisce una raccolta di pagine commissionate o dedicate alla violinista tedesca, nella quale la pluralità dei linguaggi contemporanei trova unità nella forza di un’interpretazione lucida, rigorosa e partecipe. Dalla dimensione meditativa di AftabDarvishi al dialogo virtuosistico di UnsukChin, dalla riflessione beethoveniana di Jörg Widmann alla sospensione timbrica ispirata a Sibelius di Thomas Adès, Mutter ribadisce un controllo del suono e una consapevolezza formale di rara qualità. — Simon Steen-Andersen, Chambered Music (Dacapo) Rei Munakata Oslo Sinfonietta Con Chambered Music, Dacapo documenta quattro lavori giovanili di Simon Steen-Andersen: Praesens, Besides, Amid e il brano eponimo, composti tra il 2001 e il 2007, nei quali sono già nitidi alcuni tratti della sua poetica, soprattutto la centralità del gesto e l’attenzione alla componente fisica nella produzione del suono. Rumori, attriti, oggetti, tecniche strumentali anomale e suoni “imprigionati” diventano materiali di una scrittura di sorprendente rigore, dove l’invenzione timbrica non scade mai nell’effettismo. L’Oslo Sinfonietta, diretta da Rei Munakata, restituisce con precisione e duttilità questa musica inquieta, facendo emergere dietro la radicalità sperimentale una sottile dimensione teatrale. Un documento prezioso sulla formazione di una delle personalità più originali della musica d’oggi. Premi speciali Richard Wagner, Der Ring desNibelungen (Delos) Fabio Luisi Dallas Symphony Orchestra Registrazione dal vivo che rappresenta una tappa significativa nella discografia del Ring, qui inteso non come poderoso monumento, teutonico fin nel midollo. Nella lettura di Fabio Luisi, con la Dallas Symphony e un cast da “serie A”, i personaggi traboccano tutti d’umanità, perfino tormentandosi, e ricercano una morbidezza vocale quasi da belcanto italiano. E l’orchestra lavora sulle trasparenze: soltanto via via che raggiungono il Crepuscolo degli dèi i flutti sinfonici si fanno più travolgenti. — Louis Couperin, The Complete Works (Warner-Erato) Jean Rondeau L’integrale di Louis Couperin, realizzata da Jean Rondeau al clavicembalo e all’organo, presenta con respiro unitario un capitolo importantissimo del barocco musicale: la storia di un compositore che – attraverso un grande polittico inciso con tastiere di grafite – evoca in bianco e nero i meandri della psiche umana in uno spazio ideale che va da Dürer a Piranesi. Non vi sono tratti né ombreggiature che non siano restituite con eloquenza, talora addirittura con visionaria allucinazione, proponendo anche arrangiamenti concertati che, di quel mondo lontano, mostrano una selezione fotografata a colori vivaci. Se dall’artista si attendeva una prova di maturità, egli ha saputo superarla con un gesto poetico che, nel suo contesto, raggiunge proporzioni titaniche. L’Associazione nazionale critici musicali è nata nel 1986, tra i musicologi e i professionisti dell’informazione musicale che dal 1980 si raccoglievano in libera assemblea per il Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. L’Associazione, autofinanziata con le quote annuali dei soci, conta oggi circa cento iscritti: alla presidenza si sono avvicendati Duilio Courir (dal 1987 al 1993), Leonardo Pinzauti (dal 1993 al 1996), Angelo Foletto (dal 1996 al 2023) e Andrea Estero (in carica dal 2023). Testimone militante e critica della vita musicale italiana, attiva con Lettere aperte, convegni e prese di posizione ‘politiche’, ma senza avere scopi sindacali o corporativi, l’Associazione nazionale critici musicali esprime un suo motivato e riassuntivo giudizio attraverso l’assegnazione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. Il Premio, che non prevede attribuzioni in denaro, ha cadenza annuale (I edizione, stagione 1980-81). Accanto alle segnalazioni di merito assoluto – migliore spettacolo, migliori artisti della stagione: in tutti gli ambiti: dall’opera al concerto, dagli enti lirici ai festival, dalla musica eseguita a quella prodotta sotto diverse forme – il Premio Abbiati ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative artistiche o didattiche di particolare significato nazionale. |