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Dopo il tradizionale Concerto d'Inaugurazione al Teatro alla Scala, la Stagione Sinfonica 2026/27 dell'Orchestra Sinfonica di Milano prende ufficialmente il via anche nella sua casa, l'Auditorium di Milano.
Venerdì 9 ottobre alle ore 20 e domenica 11 ottobre alle ore 16, Emmanuel Tjeknavorian torna alla guida dell’Orchestra per il primo appuntamento della Stagione in Largo Mahler, con un programma che attraversa alcune delle espressioni più intense e contrastanti della tradizione musicale russa e armena. L'inaugurazione all'Auditorium non rappresenta soltanto l'avvio del cartellone sinfonico, ma il ritorno dell'Orchestra nel luogo in cui, da oltre venticinque anni, costruisce il proprio dialogo con la città. Come ricorda la Presidente Ambra Redaelli, «Accogliamo con entusiasmo il ritorno sul podio del nostro Direttore Musicale Emmanuel Tjeknavorian per inaugurare una Stagione ricca e profonda, dove la memoria storica dialoga con la novità e con grandi interpreti internazionali. In un momento di forti incertezze, la musica dal vivo rappresenta il più potente presidio di umanità e un antidoto alla frammentazione della nostra società. E’ una stagione che sorprenderà, pensata per unire rigore artistico, apertura ed accessibilità». Il programma riflette pienamente la visione artistica del Direttore musicale: tre capolavori del repertorio tra Ottocento e Novecento che raccontano il coraggio di sfidare il proprio tempo, il giudizio degli altri e il potere: il travolgente Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Pëtr Il'ič Čajkovskij, affidato ad Alexandra Dovgan; le pagine tratte da Spartacus di Aram Chačaturjan, tra lirismo, sensualità ed energia teatrale; e la Sinfonia n. 9 di Dmitrij Šostakovič, sorprendente risposta, ironica e antiretorica, alle aspettative celebrative del potere sovietico. Come dichiara Emmanuel Tjeknavorian «Questo programma unisce tre aspetti molto diversi della musica russa e sovietica. Il Primo concerto per pianoforte di Čajkovskij è caratterizzato da una straordinaria generosità emotiva, Chačaturjan ci regala colore, sensualità e un senso di movimento quasi fisico, mentre la Nona sinfonia di Šostakovič gioca costantemente con l’ambiguità: dietro la sua apparente leggerezza e arguzia si nasconde un mondo molto più complesso. Adoro il contrasto tra questi tre linguaggi musicali». Accanto al Direttore Musicale, Alexandra Dovgan inaugura il suo percorso come Artista in Residenza dell'Orchestra Sinfonica di Milano interpretando il Concerto n. 1 di Čajkovskij. Tra le interpreti più apprezzate della sua generazione, musicista di straordinaria sensibilità e di sorprendente maturità interpretativa, la giovane pianista ha conquistato il pubblico internazionale per la naturalezza del suo fraseggio e la profondità delle sue letture musicali. Il Primo Concerto di Čajkovskij rappresenta il primo tassello di un percorso che accompagnerà l'intera Stagione, confermando la volontà dell'Orchestra di costruire un dialogo continuativo con gli artisti che ne condividono la visione musicale. «La serietà di Alexandra e la sua dedizione alla musica sono perfettamente in sintonia con il modo in cui vogliamo fare musica all’Orchestra Sinfonica di Milano» prosegue Emmanuel Tjeknavorian. «Ci sono, nel suo approccio, una profondità e una sincerità che apprezzo moltissimo, e la nostra collaborazione musicale è sempre stata molto naturale. Averla come Artista in Residenza ci offre l’opportunità di sviluppare questo rapporto musicale nel corso di una Stagione e di esplorare insieme diversi repertori». Il Primo Concerto per pianoforte di Čajkovskij è oggi una delle opere più celebri del repertorio romantico, ma la sua storia nasce da una delle più clamorose bocciature della storia della musica. Alla vigilia di Natale del 1874 il compositore ne presentò la partitura al pianista Nikolaj Rubinštejn, aspettandosi consigli e suggerimenti. La risposta fu durissima: il concerto venne definito confuso, poco pianistico e bisognoso di una completa riscrittura. Čajkovskij rifiutò di modificarne anche una sola pagina sostanziale e decise di affidarlo al pianista Hans von Bülow, che lo portò al debutto assoluto a Boston nel 1875. Il successo fu immediato e trasformò quella partitura in uno dei concerti per pianoforte più amati e più eseguiti al mondo. Dietro le celebri battute iniziali si cela un'opera di straordinaria ricchezza espressiva, nella quale il virtuosismo si intreccia a un lirismo intenso e a una scrittura orchestrale di grande respiro. La figura di Spartaco attraversa il celebre balletto di Aram Chačaturjan come simbolo di libertà e resistenza. Nelle pagine proposte in concerto – il lirico Adagio di Spartaco e Frigia, le seducenti Variazioni di Aegina e la travolgente Danza dei baccanali – la vicenda dello schiavo trace che guidò la rivolta contro Roma si trasforma in un racconto di grande forza teatrale. Composto negli anni Cinquanta, Spartacus segnò anche il pieno riscatto artistico del compositore di origine armena dopo il difficile periodo seguito alle accuse di "formalismo" rivoltegli dal regime sovietico. Una partitura ricca di colori orchestrali, nella quale il lirismo convive con un'energia ritmica trascinante. Anche la Sinfonia n. 9 di Dmitrij Šostakovič nasce da una sfida. Nel 1945, al termine della Seconda guerra mondiale, il regime sovietico si aspettava un'imponente sinfonia celebrativa, degna della vittoria militare. Šostakovič sorprese tutti scegliendo la direzione opposta: una partitura brillante, agile, ironica, lontana da qualsiasi monumentalità. Dietro la leggerezza apparente si nasconde una raffinata riflessione sul rapporto tra arte e potere, nella quale il compositore afferma la propria libertà creativa attraverso il rifiuto della retorica trionfalistica. Ancora oggi la Nona resta una delle opere più originali e spiazzanti dell'intero catalogo Šostakovič. Ognuno di questi lavori racconta, a suo modo, il coraggio della sfida: quella di Čajkovskij, che difende la propria visione artistica contro il giudizio dei contemporanei; quella di Spartaco, simbolo universale della libertà; quella di Šostakovič, che risponde alle aspettative del potere con una delle pagine più ironiche del Novecento. Una scelta che rivela anche il coraggio con cui Emmanuel Tjeknavorian costruisce il proprio percorso artistico, facendo dialogare il grande repertorio con idee capaci di parlare ancora al presente. Conferenza introduttiva Il concerto di venerdì 9 ottobre è preceduto, alle ore 18.30, nel Foyer Balconata, dalla conferenza di Anna Rastelli dal titolo Il virtuosismo di Čajkovskij; Chačaturjan e Šostakovič fra Stalin e Krusciov. Biglietti da €15 a €40. I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium di Milano, oppure online su sinfonicadimilano.vivaticket.it. Orari biglietteria Auditorium di Milano: Martedì-Domenica, 12 – 19. Recapiti: T. 02 83389.401, e-mail: biglietteria@sinfonicadimilano.org. |