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Pubblicato dall'etichetta britannica Sargasso, Hanami raccoglie sedici anni di ricerca compositiva di Daniele Venturi (2010–
2026), un percorso nel quale la voce umana diventa il centro di un universo sonoro in cui poesia, timbro e scrittura musicale
convergono in un'unica visione artistica. Pagine nate in momenti diversi condividono la stessa visione estetica: trasformare la
parola poetica in materia sonora e fare della voce il fulcro di un linguaggio musicale in continua evoluzione.
Hanami è la tradizione giapponese della contemplazione della fioritura dei ciliegi, un'immagine che diventa metafora dell'intero
progetto: un invito a un ascolto lento, attento e profondamente “immersivo”. «Ammirare la bellezza del creato è oggi un atto
indispensabile per dare vita a opere che non si allontanino dal concetto di umanità», afferma Daniele Venturi.
Gli haiku giapponesi, i versi di Issa Kobayashi (Hanami è il titolo di un suo haiku) e di Federico García Lorca non sono un
semplice supporto testuale, ma rappresentano l'origine stessa del processo creativo. Le parole sono scomposte nelle loro
componenti foniche, interiorizzate e ricomposte fino a generare nuove forme musicali, in cui il significato semantico lascia spazio
alla forza evocativa del suono. L'intero progetto è costruito sul dialogo fra elementi apparentemente opposti: acustico ed
elettronico, scrittura rigorosa e tensione espressiva, tradizione e innovazione, riconoscibile e inedito. Anche gli strumenti come il
flauto, la chitarra e la marimba, partecipano a questa continua metamorfosi, grazie a una scrittura che ne esplora le possibilità
timbriche fino a trasformarne la percezione. Quando interviene l'elettronica, la voce è registrata, elaborata e moltiplicata, dando
vita a cori virtuali, stratificazioni polifoniche e architetture timbriche che ampliano il gesto vocale senza mai snaturarne l'identità.
In Hanami l'elettronica non rappresenta un elemento accessorio, ma un vero strumento compositivo, capace di estendere il corpo
della voce e di ridefinire lo spazio dell'ascolto. Tutti i materiali elettronici derivano infatti dalla trasformazione della voce e degli
strumenti acustici, senza l'introduzione di sorgenti sonore esterne. «Ho voluto che il suono acustico e la sua trasformazione
elettronica appartenessero alla stessa materia - conclude Daniele Venturi - uno è il corpo, l'altra è l'anima del suono.
L'elettronica non aggiunge un altro mondo sonoro, ma rende udibile ciò che il suono custodisce già al suo interno.
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