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Siamo abituati a storie della musica in cui ogni sviluppo e ogni mutare è dettato da motivi strettamente artistici, in un cammino di progresso quasi inevitabile e forse perfino oggettivo, impersonale... Non si ama troppo spiegare Beethoven in base alla sua sordità, né descrivere le opere di Rossini in base ai loro incassi, né capire Wagner ricordando quel che ci videro i nazisti. Si preferisce immaginare l'invenzione musicale come un gesto immacolato, solo superficialmente segnato dal passaggio della vita vera... Leggi l'allegato. |