Fondazione Teatro Regio di Parma

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Foto di Roberto Ricci
CONTATTI
INDIRIZZO: via G. Garibaldi 16/A
CAP: 43121
CITTA': Parma
PROVINCIA: PR
PAESE: Italia
TELEFONO: +39 0521 203993, +39 0521 203999 (biglietteria)
FAX: +39 0521 206156
categorie: Teatri di tradizione
Descrizione
Teatri di tradizione
Il Presidente del Teatro è il Sindaco di Parma
Anno di costituzione: 1829
Anno di riconoscimento come Teatro di tradizione: 1968
Natura giuridica: Fondazione
Attività: Stagione lirica, Festival Verdi, ParmaDanza
Altre sedi: Auditorium Paganini
Associato: AGIS-ATIT
Organigramma
Federico Pizzarotti - Presidente
Giuseppe Albenzio - Consiglio di amministrazione
Laura Maria Ferraris - Consiglio di amministrazione
Silvio Grimaldeschi - Consiglio di amministrazione
Marco Alberto Valenti - Consiglio di amministrazione
Carlo Fontana - Amministratore esecutivo
Martino Faggiani - Maestro del coro
Paolo Maier - Ufficio stampa
Attività collegate
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Biografia
ultimo aggiornamento: 02-07-2013
Il Teatro Regio di Parma nasce per volontà della duchessa Maria Luigia, moglie di Napoleone. Progettato da Nicola Bettoli, inaugura nel 1829 con Zaira, opera di Vincenzo Bellini. In stile neoclassico, la facciata è caratterizzata da un colonnato di ordine ionico e da un’ampia finestra termale. Dalla Sala del Foyer parte la scalinata che porta alla Sala del Ridotto, dov’era posto il trono di Maria Luigia. La sala del teatro, con la platea, quattro ordini di palchi e il loggione, è sovrastata dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi dal quale scende l’”astrolampo”, il grande lampadario in bronzo dorato proveniente dalle officine Lacarrière di Parigi. Il sipario dipinto, anch’esso opera del Borghesi, rappresenta  una popolata allegoria della Sapienza che mostra, nelle sembianze della dea, la duchessa Maria Luigia. Nel 1853 il décor in stile neoclassico, sobrio ed elegante, progettato da Paolo Toschi è ricoperto dagli stucchi e dalle dorature di Girolamo Magnani che, su incarico di Carlo III di Borbone, rinnova la veste del Teatro secondo lo stile neorinascimentale. La camera acustica dipinta da Giuseppe Carmigiani, uno fra i rari esempi al mondo sopravvissuto all’uso e al tempo, si compone di pannelli di canapa montati su cornici lignee, componibili telescopicamente per servire le più diverse formazioni orchestrali.


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Foto
Foto di Luca Fregoso


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