INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Giampaolo Macrì
Giampaolo Macrì, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Mi sto dedicando allo studio di nuovo repertorio per il duo Flauto e chitarra e per quintetto di fiati. Ho dedicato molto tempo alle lezioni online per non abbandonare i miei allievi in questo periodo di pandemia.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No, ma ho registrato dei brani con il quintetto di fiati che verranno pubblicati nelle prossime settimane sui vari social.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Certamente le associazioni e gli enti dovranno adeguare tutti gli spazi per far rispettare le norme sul distanziamento, non sarà facile nella prima fase, ma spero tutto ciò non influenzi in negativo il modo di fruire la musica. Tutti devono poter avere la possibilità di assistere ad un concerto o un’opera.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Siamo ormai a quattro mesi di blocco totale delle attività, credo che molte associazioni vogliano ricominciare con ancora più entusiasmo e voglia di fare. L’Italia è piena di giovani talenti,purtroppo non ci sono altrettante possibilità affinchè tutti possano esprimere questo talento, la speranza è che chi di competenza faccia qualcosa di diverso rispetto al passato.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il pubblico per un musicista è fondamentale, senza non ci sarebbero concerti. I concerti riprenderanno certamente in condizioni di sicurezza, quindi “nessuna paura e…al prossimo concerto!”.

© Cidim