INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Pietro Guastafierro
Pietro Guastafierro, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Il lockdown appena trascorso ha determinato un momento di riflessione per l’intero Paese. Quasi tutti ci siamo ritrovati in una situazione d’irreale sospensione, in un tempo fermo, immobile. Questa nuova realtà ha favorito innanzitutto una meditazione personale, mi ha aiutato a riflettere sulla mia vita e ha rafforzato una consapevolezza: sono fortunato ad avere la Musica nella mia esistenza. In questo particolare periodo, la musica ha assunto maggiore rilievo nella quotidianità di molti e si è espressa nella collettività come una vera e propria ancora di salvezza per l’animo, un sollievo, una compagnia irrinunciabile con cui allietare le lunghe giornate in lockdown. Personalmente ho trascorso questo periodo continuando sempre a studiare e a consolidare le mie competenze. Dedicarsi alla Musica richiede disciplina, dedizione, costanza e… tempo! Non nascondo che anche in tempi “normali” mi sono posto in “quarantene volontarie” per dedicarmi con la massima concentrazione allo studio. Ho sfruttato il tempo libero anche per dedicarmi all’ascolto dell’opera lirica. Ritengo che ascoltare i cantanti d’opera sia un valido aiuto per migliorare l’espressività del nostro strumento; inoltre, ascoltare le esecuzioni delle orchestre più importanti del mondo rappresenta un’ottima strategia per affrontare le future audizioni. In quanto docente, ho poi affrontato la sfida della didattica a distanza, sperimentando nuove metodologie d’insegnamento – apprendimento, nuove modalità comunicative ed ho consolidato le mie competenze digitali imparando a gestire nuove piattaforme.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No, non ho proposto mie esecuzioni in streaming, tranne la collaborazione alla realizzazione del video de “Il Gardellino” per Falaut. Sono dell’opinione che la tecnologia, con tutti i suoi vari mezzi, non potrà mai sostituire un evento musicale dal vivo, durante il quale i musicisti donano vita e anima a pagine di musica d’immensa bellezza. Nulla può sostituire un concerto dal vivo in cui le emozioni si diffondono in maniera circolare: dai musicisti al pubblico, dal pubblico ai musicisti.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Mi auguro che il modo sia esattamente lo stesso del passato, piuttosto andrebbero riviste le modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli spettacoli in sale da concerto e teatri, che spero di rivedere di nuovo presto pieni. In conformità alla situazione d’emergenza che stiamo affrontando, credo sarebbe necessario adottare precauzioni per assicurare il distanziamento, aumentando il numero degli spettacoli ma garantendo lo stesso, se non maggiore, quantitativo di pubblico. La riformulazione delle modalità con cui fruire degli eventi dal vivo va però sostenuta da Riforme che ripensino l’intero Sistema Musica. Ritengo quindi che la classe politica debba intervenire tutelando il lavoro degli artisti e garantendo ed incrementando le risorse per la cultura e lo spettacolo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il settore musicale ha sempre affrontato difficoltà a causa della mancanza di investimenti e della cattiva gestione delle risorse. La pandemia del Covid-19 ha solo evidenziato drammaticamente tali problematicità. Voglio essere fiducioso e prospettare un futuro quasi utopico: spero in una rinascita dell’intero settore artistico, dalla letteratura alle arti figurative, dal teatro alla musica. Una rinascita non solo in termini di risveglio culturale ma anche in termini di risveglio sociale e politico. Incentivare il mondo artistico-culturale significherebbe ripartire dai tesori del nostro Paese, profondamente scolpiti nell’animo degli artisti italiani: la nostra gloriosa storia, il nostro ammirato patrimonio artistico - culturale, le nostre affascinanti tradizioni ed il nostro prezioso folklore.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Sono sicuro che questo periodo contribuirà ad alimentare la voglia del pubblico ad uscire di casa per recarsi ad un concerto. Ci tengo a concludere questa piacevole intervista con una nobile frase del Maestro Ezio Bosso, un messaggio d’Amore e di speranza per il futuro: “La Musica, come la Vita, si può fare in un solo modo: insieme.”

© Cidim