INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Dessi Peteva
Dessi Peteva, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Come tutti, in questi mesi, sono stata costretta a rimanere a casa mia a Milano: non mi succedeva ormai da anni di rimanere in pianta stabile per così lungo tempo, visto che la mia vita è da sempre stata molto dinamica. Sono abituata a viaggiare; e la cosa mi è sempre piaciuta. Il viaggio fa parte della mia vita. Ciononostante questa pausa forzata ha avuto anche degli aspetti positivi. Forse fermarsi un po’ di più ogni tanto farebbe anche bene. Sebbene il 28 febbraio scocca “l’allarme Covid-19” in Lombardia e da lì a poco viene isolata con il conseguente Lockdown generale, sono riuscita con successo a “discutere” il mio dottorato di ricerca presso l’Accademia Nazionale di Musica di Sofia. Così il mio trattato sul profilo psico-fisico del flautista (e musicista) venne finalmente approvato con entusiastici consensi da parte della commissione. Felice, ma preoccupata dalle circostanze, riuscii a prendere l’ultimo aereo di ritorno per Milano. Tornata a Milano percepii un’atmosfera insolita. Un silenzio mai udito, dettato dalla paura del “nemico invisibile”. Passata questa “ansia troppo calma”, paradossale, pensai di reagire nel miglior modo possibile: pensai di godermi come non mai la mia casa, la mia famiglia. Mi piace fare la mamma, la moglie, mi piace cucinare e mi sono lanciata in preparazioni culinarie molto creative. Ho seguito lo studio dei miei figli, come da una “lente d’ingrandimento” e la cosa alla fine è stata quanto mai utile. L’altro incredibile e fortunato frangente è stato che poco prima del lockdown ebbi notizia della mia nomina di ruolo al Conservatorio “A. Corelli” di Messina. Alcuni allievi li ho conosciuti “online” e non personalmente, incredibile ma vero! … Nonostante questa situazione ho cercato di trasferire in loro sempre grande motivazione, nonostante le modalità complesse legate dall’insegnamento in “smart working”. In effetti, nessuno avrebbe mai pensato ad una modalità di didattica musicale, strumentale, attraverso lo “streaming”… ebbene abbiamo appurato che seppur con le limitazioni del caso, ciò è possibile… Sul piano musicale oltre all’insegnamento mi sono dedicata allo studio e alla ricerca più approfondita di brani da me mai eseguiti. Personalmente ho partecipato ad alcune iniziative lanciate sui social e ho partecipato a diversi “Flash mobbing”. Per fortuna la tecnologia ci è venuta in soccorso anche per rimanere in contatto con il mondo esterno: parenti e amici in Italia e all’estero. Sono stata contattata da alcuni giornalisti bulgari chiedendomi di riferire situazioni riguardanti le modalità lavorative dei musicisti in Italia e per avere delucidazioni circa la condizione particolarmente difficile che l’Italia stava vivendo.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho sempre suonato per i miei allievi e a volte inviavo a loro dei video da me registrati. Insieme a mio marito abbiamo suonato a casa improvvisando e approcciandoci all’esecuzione di nuovi brani, ma per problemi logistici non sono riuscita a proporre le esecuzioni in streaming. Ho seguito le bellissime iniziative di Falaut e vorrei complimentarmi con le idee innovative proposte.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Personalmente reputo che la regolare fruizione della musica dal vivo nell'immediato non sarà come lo è stata prima della pandemia. La voglia di suonare in pubblico, di sentire l’emozione del palcoscenico e di ritornare alla normale vita da musicisti è prorompente, sicuramente è ciò che manca di più a tutti gli artisti. La vibrazione musicale è qualcosa che viaggia nell’aria, quindi la riproduzione virtuale di questo fenomeno non è riproducibile seppur attraverso le più sofisticate tecnologie esistenti, che nel futuro verranno via, via sempre migliorate. Penso che noi musicisti dovremo armarci di enorme pazienza, considerate le condizioni in cui saremo costretti a lavorare nel futuro più prossimo soprattutto e speriamo non in quello più lontano. In un primo momento gli organici delle orchestre vedranno una riduzione forzata, impedendo l’esecuzione di un determinato repertorio. Penso che il vero problema della fruizione musicale non sarà legata all’emergenza sanitaria subita, ma a quella economica derivante. I buchi economici subiti sono grandi, quindi gli investimenti per una produzione artistica-musicale di livello, sarà inibita. La crisi è sociale e quindi anche e soprattutto psicologica. Importante sarà anche inventarsi programmi particolarmente accattivanti per il pubblico, che dovrà essere stimolato più che mai.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Per i giovani musicisti sarà un periodo difficile, visto le difficoltà attuali. E’ bene che approfittino di questo periodo per preparare nuovi programmi e futuri concorsi. Visto e considerata la modalità di confronto diretto con i mezzi tecnologici, imposti dal momento, potrebbe diventare buona e consueta prassi quella di registrarsi e vedersi sugli schermi mentre si studia o si esegue un brano. Credo questa prassi sia una delle migliori pratiche di studio. Non ultima la possibilità di esecuzioni live in diretta sui social, quale prove di livello raggiunto. Sarebbe come effettuare esami costanti, quindi un buon modo per migliorare la performance ed abituarsi a sostenere più facilmente esami e concerti, che rappresentano il “momento della verità”; fermo restante l’importanza della regolarità nello studio della tecnica, la lettura di nuovi brani, ma non dimenticare anche il mantenimento della salute psico-fisica svolgendo regolarmente attività fisica.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
La musica e noi musicisti abbiamo bisogno di voi. Senza pubblico l’arte è incompleta. Sostenete le iniziative dei teatri, delle associazioni e degli istituti che si dedicano all’insegnamento musicale. Incoraggiate i vostri famigliari, figli e amici a studiare e consumare musica e arte. Ricordatevi che un film senza la musica non ha la stessa forza, quindi la musica è indispensabile per accompagnarvi anche nella vita quotidiana. Penso che molti di voi in questo periodo abbiano ascoltato tanta musica. La musica è un linguaggio universale - trasmette emozioni senza parole.

© Cidim