INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Stefano Benini
Foto: di Andrea Gozegno
Stefano Benini, flautista Jazz
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Mi sono trovato come tutti con tanto tempo libero. Ho fatto un sacco di lavoretti che altrimenti non avrei mai fatto; per prima cosa ho sistemato tutti i cd ed i dischi, un lavorone immane. Sul piano musicale ho lavorato su brani nuovi e brani vecchi che non suonavo più da tempo. Ho fatto studi di tecnica e sull’uso dello staccato. Poi mi sono dilettato a suonare anche i flauti etcnici di cui sono appassionato.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si ho proposto alcune composizioni jazz che sono visibili sui miei Facebook o su istagram, brani tipici del repertorio jazz. Poi ho registrato anche un brano con l’orchestra interculturale Mosaika e un altro con il quartetto Gibli che ha come repertorio le musiche del compositore Giapponese Miazaki. Ho visto che hanno avuto un buon riscontro tra il pubblico. La gente ha bisogno di sentire musica, di sentire proposte nuove. Ho registrato un brano appositamente per la circostanza che spero verrà proposto nei social nei prossimi giorni.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sicuramente almeno da subito non sarà come prima ma spero che si possa tornare presto a una situazione live. Confido nell’estate che sta arrivando per i concerti all’aperto. La musica che suono io ha bisogno di un pubblico coinvolto vicino al musicista anche fisicamente come succede spesso nei club nella stagione invernale.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Già prima della pandemia in Italia il settore musicale non navigava in buone acque. Io abito a Verona e ho ricevuto in questi giorni la notizia che l’intera stagione lirica Areniana è stata soppressa! terribile! Io penso che cancellare una stagione intera, per quanto ci abbiano pensato, non sia una buona idea. Tutto lavoro che sparisce.E chissà in Italia quante altre stagioni estive sono già saltate. Speriamo che i nostri legislatori si accorgano di questo settore dimenticato e trascurato perché la musica dal vivo, gli spettacoli, sono fondamentali per la crescita della gente. Nel settore jazz ci sono giovani bravissimi che scalpitano e sicuramente passato questo periodo si sapranno prendere la scena musicale.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Sono sicuro che il pubblico dei concerti non smetterà di sostenerci perché tutti sentiamo la mancanza della musica e degli spettacoli dal vivo.
http://www.stefanobenini.com

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