INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Enzo Caroli
Enzo Caroli, flautista - già primo flauto presso il Teatro La Fenice di Venezia
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo periodo sto studiando molta musica barocca con il traversière mentre con il flauto moderno, dopo aver inciso un Cd con musiche di Beethoven, (uscito a marzo con la rivista Suonare News), sto studiando la sonata di E. Schulhoff, autore molto intenso, purtroppo mancato nel 1945 in un campo di concentramento.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Purtroppo si. Nel mese di marzo per la fondazione Levi di Venezia ho registrato in streaming la sonata in si bem. di Beethoven. E’ stata un’esperienza, per me, negativa che si è ripercossa, penso, anche sull’interpretazione musicale. Mi è mancato il rapporto con il pubblico che come si sa per noi musicisti è fondamentale.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
La mancanza di partecipazione attiva nelle sale da concerto mi auguro abbia reso il pubblico più sensibile all’importanza e alla bellezza di eventi culturali ascoltati dal vivo. Il feeling che si crea tra musicisti e pubblico in presenza non può essere paragonato a una registrazione.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Sarà un futuro difficile, non vedo la differenza tra prima e dopo in quanto la musica classica in Italia non è molto considerata. In questo periodo il problema più urgente ad esempio sembra essere l’apertura del campionato di calcio. Questo mi sembra assurdo. Mi auguro che nel nostro paese si creino orchestre nuove in modo da dare ai giovani (e ce ne sono molti di talento) possibilità lavorative.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il pubblico ci manca molto, spero al più presto di rivederlo sempre più numeroso. Questo periodo di forzato isolamento ci ha fatto riflettere su quanto sia importante la sensibilità umana.

© Cidim