INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Riccardo Cellacchi
Riccardo Cellacchi, flautista – Primo flauto della Berner Symphonieorchester
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo momento mi trovo in Svizzera a Berna, città nella quale vivo attualmente e dove sono rimasto anche in questo periodo di lockdown generale. Le giornate si assomigliano un po’ tutte e non è semplice stare lontani per così a lungo da amici e parenti. Trascorro il mio tempo principalmente ascoltando musica e interessandomi di argomenti dei quali prima, per mancanza di tempo, non ho mai avuto occasione. Cerco inoltre di mantenermi in forma per quanto possibile suonando nuovi brani e anche riscoprendone altri. Per fortuna qui in Svizzera la situazione non è mai stata grave come in Italia, quindi anche la possibilità di uscire per fare una passeggiata è qualcosa di apprezzabile e da non sottovalutare. Mi piace anche molto dedicarmi alla cucina dato che il tempo a disposizione e molto ed è bello avere qualcosa di nuovo in cui cimentarsi. Spesso poi la sera mi ritrovo a parlare per ore con amici in videochiamata ed è un modo, seppur limitatamente, di stare in compagnia.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho realizzato qualche video simpatico in compagnia di parenti e amici, ma per il resto no e non penso di farne. Credo infatti che siano sicuramente delle belle iniziative per il periodo surreale che stiamo vivendo ma comunque molto limitanti. Un’esecuzione senza pubblico è qualcosa di innaturale e forzato: basti pensare alle emozioni che può suscitare un tramonto dal vivo rispetto ad una fotografia anche ben realizzata che, per quanto bella, non è neanche lontanamente paragonabile.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Credo e spero di no! Come detto prima l’arte perderebbe il proprio senso se fruibile solamente in streaming. Ciò non toglie che in questo periodo post-pandemia ci si possa reinventare per far ripartire il settore, ma parlando più a lungo termine sono sicuro che si tornerà nei teatri e nelle sale da concerto con più entusiasmo di prima.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Seppur con fatica sono sicuro che il settore riprenderà a pieno regime. Ci vorranno probabilmente mesi o addirittura qualche anno ma sicuramente questo periodo sarà solo un ricordo. Se posso dare un consiglio ai giovani (dalla mia veneranda età), l’unica cosa che mi sento di dire è di non sprecare questo tempo. So benissimo quanto possa essere difficile trovare la motivazione quando concorsi e audizioni sono cancellati fino a chissà quando, ma quello che posso consigliare è di studiare e sfruttare al meglio questo periodo per poi ricominciare dando il massimo.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Non mi sento di fare un reale appello al pubblico, considerando che ci sono molti settori, ma soprattutto persone, in seria difficoltà al momento. E’ importante avere solidarietà e pazienza dal momento che è un problema che ci accomuna. Sono sicuro che avremo tutti imparato qualcosa da questa situazione e sicuramente l’emozione di riabbracciarsi e di stare in compagnia sarà sconfinata.

© Cidim