INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Cristian Lombardi
Cristian Lombardi - flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questi giorni sto studiando molto per preparare sia l’esame di maturità che gli ultimi esami in vista della laurea di primo livello in Conservatorio. Oltre a questo ascolto tanta musica e faccio sport, quindi le mie giornate volano! Sul piano musicale ho da poco ricevuto una bellissima notizia: sono stato inserito tra gli artisti in residenza della Fondazione Società Dei Concerti Di Milano per la stagione 2020/2021! Sono onorato di questa possibilità e sto ampliando il mio repertorio sia da solista che in varie formazioni da camera. Spero di cominciare appena possibile!
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho preso parte a dei progetti d’ensemble di flauti a distanza organizzati dall’Associazione Flautisti Italiani che prevede l’accostamento di grandi maestri a giovani talenti. Ho anche registrato una parte del Duettino Americano op.37 di F. Doppler per Flauto e Violino con Pianoforte con la violinista Giulia Rimonda e la pianista Ilaria Cavalleri. Ma ci sono anche altri progetti in cantiere!
3 - Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Quesito interessante! L’affluenza ai concerti non potrà essere la stessa a causa delle norme di sicurezza fino a quando l’emergenza non sarà del tutto superata. Sarebbe l’occasione adatta per promuovere la musica in spazi aperti: parchi, piazze, siti archeologici, e magari anche gli stadi, raggiungendo in tal modo anche una fetta di pubblico ancora lontana dalla musica classica! Del resto lo hanno fatto Luciano Pavarotti, Severino Gazzelloni e tanti altri grandissimi personaggi che, grazie alle loro intuizioni geniali e alla loro grande versatilità, hanno superato tutte le barriere sia di genere che di stile. Dobbiamo essere bravi noi giovani a far passare il messaggio giusto: la musica non si ferma!
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Realisticamente la ripresa sarà molto complicata ed è probabile che non tutte le rassegne concertistiche riaprano in tempi brevi. Volendo essere ottimisti, però, sogno una grande apertura economica, come nell’Italia del dopoguerra, ma stavolta soprattutto culturale, riscoprendo la bellezza dell’Arte e della Musica. Da troppi anni il panorama culturale italiano soffre per la mancanza di fondi adeguati, a causa dei continui tagli alla cultura, e i giovani talenti sono costretti ad emigrare. Credo che il settore della formazione musicale vada sostenuto e valorizzato sin dalle scuole, per poi arrivare alla formazione di nuove orchestre giovanili in tutte le regioni d’Italia, creando così occupazione, maggiore offerta e scambio culturale. Sarebbe bello vivere in un paese che finalmente valorizzi il grande patrimonio artistico, culturale e umano che tutto il mondo ci invidia. Credo che la mia generazione abbia il diritto di sognare ed io sogno una rinascita tutta italiana!
5 - Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Questo non è un momento facile, nella musica come in ogni altro settore… ma grazie a youtube e ai social tutti i musicisti stanno condividendo la loro musica anche in veste informale, il che li avvicina ai giovani allievi e soprattutto al pubblico. Non abbandonatevi alla tristezza e all’ozio, approfittate della quarantena per avvicinarvi sempre più alla musica. La musica cura il cuore e l’anima, risveglia i ricordi e i sentimenti positivi. E quando tutto questo sarà finito ci ritroveremo ai concerti e saremo in grado di apprezzarli ancora di più, festeggiando una ritrovata libertà. Abbraccio tutti voi con la speranza di poter tornare quanto prima a condividere la nostra più grande passione. Nel frattempo, allego una mia registrazione: https://youtu.be/zQ7RA0sF5n4

© Cidim