INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Diego Cambareri
Diego Cambareri, chitarrista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
La circostanza storica che stiamo vivendo ci ha costretti a un isolamento e distanziamento pesante per tutti. È certamente il momento della riflessione e dell’impegno famigliare e sociale. La chitarra è stata la mia compagna in questo infausto viaggio e con lei ho trascorso molto del mio tempo. Insieme abbiamo vissuto percorsi musicali passati e insieme ne abbiamo intrapresi di nuovi.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho proposto alcune esecuzioni in streaming ma l’adrenalina, l’emozione e l’empatia con il pubblico che ti invadono nel concerto live mi sono mancate.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
La musica e l’arte in genere sono a mio avviso un atto d’amore e l’amore come può essere vissuto nella sua totalità attraverso uno schermo di un computer o di un telefono?
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
La pandemia ha messo tutti noi di fronte ai nostri limiti. Penso che questo abbia rafforzato la consapevolezza che solo lo studio e l’impegno siano le armi per migliorare, le basi da cui ripartire. La musica non potrà essere sicuramente assente in questo disegno.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti? Mi auguro che gli strascichi della tempesta vengano spazzati via dalla consapevolezza che “la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” (J. S. Bach)
diegocambareri.com

© Cidim