INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Emmanuele Baldini
Emmanuele Baldini, violinista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Dopo un primo momento di difficoltà ho pensato che era fondamentale impormi nuovi obiettivi per avere nuovi stimoli, già che i concerti, dopo più di 35 anni di attività, non sarebbero i “regolatori” e gli “organizzatori” del mio tempo di studio. Così, se da un lato sto approfittando molto della famiglia e della casa, cucinando pure (mia passione...), dall’altro sto studiando nuovi brani, soprattutto per violino solo. Sto facendo interviste con grandi solisti e artisti, sto registrando piccoli video... insomma, piccoli obiettivi per mantenermi attivo.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si, recentemente per uno splendido progetto, il Global Hope Festival; la mia orchestra poi ha organizzato un live nella Sala São Paulo vuota, in cui ho suonato la Ciaccona di Bach, una delle emozioni più forti per la situazione inconsueta e difficile da digerire... a parte questo, pubblico molte registrazioni fatte in casa, di brani nuovi, su Instagram, Facebook etc. È da molto tempo che uso le risorse della rete per diffondere música, adesso sono ancora più convinto della loro utilità, se ben usate.
3 – Terminata l’emergenza COVID- 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
In un primo momento forse ci saranno degli adattamenti, ma sono convinto che dopo un po’ si tornerà alla fruizione musicale più umana e salutare: quella in una sala di concerti. Solo così si può creare quella unione metafisica fra compositore, interprete e pubblico, condizione essenziale per creare, quando “succede”, momenti indimenticabili, quegli attimi eterni che sono esperienza di vita, e che ci porteremo addosso fino all’ultimo respiro.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Se riuscissimo ad unirci (perché siamo molto disuniti, diciamoci la verità) potremmo davvero creare un “rinascimento artistico”, perché mai come in questo periodo ci rendiamo conto di quanto l’arte sia fondamentale. Da un giorno all’altro ci siamo accorti che si può vivere senza ristoranti, aerei, treni, macchine; allo stesso tempo, la nostra vita si è riempita di film, di libri, di musica.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Aspettateci, perché quello che sta succedendo dentro di noi artisti è comparabile a un vulcano che aspetta il momento in cui possa aprirsi. Quello che abbiamo dentro, e che non possiamo trasmettere completamente in questo periodo, sta acquistando una profondità e una potenza che quando arriverà il momento, ne sono sicuro, potrà generare esecuzioni straordinarie, ricche, intensissime. Stiamo crescendo, come esseri umani e come artisti. E presto lo potremo dimostrare.
www.emmanuelebaldini.com

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