INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Alessandro Melchiorre

Alessandro Melchiorre compositore
1 - Come passi il tuo tempo?
Penso che come accade a molti, anzitutto cerco di mettere in ordine...libri, partiture, cd, etc... è uno sguardo verso il passato, il mio passato anzitutto, ma anche il passato della musica, della civiltà umana... Non so se questo tempo sia così calmo a dir il vero...
2 - Di cosa ti stai occupando? 
È difficile per me pensare al futuro, in questo momento, eppure - sulla base della risposta precedente- credo che dopo l'inventario (termine con cui due anni fa ho intitolato un mio pezzo per orchestra, dopo l'astinenza dovuta all Direzione del Conservatorio di Milano, si debba pensare ad inventare; mai come ora sento la responsabilità dello scrivere che in fin dei conti significa progettare o meglio, fare, il nuovo. È come se dovessi indicare un qualcosa di sonoro, una musica, dei suoni, da portare sull'Arca... Poi magari la situazione si rasserena ma ora la vivo cosi. Scrivere meno ma essenziale, scrivere meglio. Fra poco.
3 - Cosa proponi di vedere e ascoltare della tua musica?
Mi manca la teatralità del teatro musicale e della musica tutta; in questo periodo vorrei sottolineare però come la musica possa, paradossalmente, 'dire' senza rappresentare; proporrei una scena da un'opera e Dal buio per orchestra che inizia e finisce nel buio assoluto - bei tempi! ...appena febbraio di quest'anno).
4 - E della musica in genere?
A volte ci lamentiamo del troppo 'rumore' della nostra società ed è sacrosanto, ma... abbiamo provato a pensare cosa sarebbe un silenzio perenne o un rumore di fondo non abbellito, trasformato, dalla musica? Basta provare per un intero giorno... ci si sente come in prigione, non solo se non si può uscire ma anche se non si può sentire... musica, naturalmente.
5 - Qual è il colore della musica?
Sto al gioco: blu.
Infine, qual è la composizione che ha cambiato la sua vita?
...diciamo quella che mi accompagna oggi? Le 'Goldberg di Gould' le Gouldberg come si dice ogni tanto: non smetterei mai di ascoltarle.

© Cidim