INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Marco Zoni
Marco Zoni, flautista
1 – Come passa il tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
L'ultimo mio contatto con il pubblico è stato il 24 febbraio con la Filarmonica della Scala in un concerto al Parco della Musica a Roma dopodichè...il nulla!!! Dopo aver tinteggiato quasi tutta la casa, tirato qualche cavo nei muri per portare la connessione internet in tutte le stanze e qualche altro lavoretto domestico ho ricominciato a studiare. Devo dire che un po' di riposo, lontano dal flauto e dalla musica, ci voleva; il prezzo pagato è salato ma purtroppo non è stata una nostra scelta. Riordinando i miei spartiti ho ritrovato brani che non suonavo da tempo o che addirittura mi ero riproposto di studiare; ho trovato il tempo per farlo anche se indubbiamente l'energia non è la stessa di prima. In questo periodo non mancano le lezioni tramite internet.
2 – Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
A parte qualche video simpatico per sentirmi in contatto con il mondo, no.
3 – Terminata l'emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Non dipenderà da noi ma da quali soluzioni troveranno per combattere il covid 19. E' indiscutibile che l'arte in generale vada fruita dal vivo; vedere un quadro attraverso un computer non è la stessa cosa che vederlo in un museo; ascoltare un concerto di Vasco Rossi in TV o in streaming non ha niente a che vedere col ritrovarsi in uno stadio con migliaia di persone. Giorni fa mi sono affacciato al balcone di casa e ho suonato con mia moglie per i miei vicini; non avrei mai immaginato le reazioni di felicità e di gioia che hanno provato sentendo pochi minuti di musica. Ho detto loro: “Considerando quello che medici e infermieri stanno facendo, il mio lavoro è poca roba.” La risposta è stata: “C'è grande bisogno della musica; medici e infermieri curano il corpo, voi curate lo spirito che è indispensabile come la salute fisica.” Quando e se sarà possibile tutto tornerà come prima, ci vorrà del tempo ma ci arriveremo.
4 – Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Bisogna tenere duro, saremo più forti di prima. Il mio pensiero va soprattutto agli “aggiunti d'orchestra” e a tutti quei professionisti che vivono di contratti a tempo determinato: resistete!!! Non so se esiste già ma bisognerebbe pensare qualcosa per sostenerli economicamente.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Anzitutto mi/ci auguro che si trovi quanto prima una soluzione a questo maledetto virus. Per quel che mi riguarda questo periodo mi sarà servito soprattutto per capire l'importanza delle cose che non ci sono più o che non si possono avere. Troppo spesso non si dà la giusta importanza alle cose che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni e parlo in senso molto ampio. Sono certo che non appena possibile tutti coloro che seguono i concerti riempiranno nuovamente le sale; nel ringraziarli del sostegno che offrono alla musica e alla cultura in genere li rassicuro che io/noi ci saremo con tanta voglia di fare musica con loro e per loro. Ce la faremo!!!

© Cidim