INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Chiara Benati
Chiara Benati, compositrice
1 - Come passa il suo tempo?
Come sempre: studiando, componendo e leggendo. Poi, rivoluzionando la casa: ormai le partiture e i libri hanno coperto anche il pavimento e devo assolutamente trovare una soluzione.
2 - Di che cosa si sta occupando?
Sto dividendo il mio tempo tra la musica mia e quella dei grandi autori del passato. Sto infatti pensando ad una nuova serie di Lieder, ma sto anche divertendomi a trascrivere grandi caapolavori sinfonici dell'800 per piccoli organici. Lo trovo un lavoro molto stimolante da cui imparare molto.
3 - Cosa propone di vedere e ascoltare della sua musica?
Tra i lavori che amo molto c'è “Il canto infinito del Dottor Joseph D” per soprano, coro, flauto e pianoforte. Per ora lo si può trovare solo in CD, eseguito da Lorna Windsor, Annamaria Morini, Stefano Malferrari e dal Coro Laboratorio del Conservatorio “Giovan Battista Martini” diretto da Pier Paolo Scattolin: TACTUS (TC 940001).
4 - E della musica in genere?
Domanda molto difficile! Ma se devo indicare un solo brano, scelgo il Trio finale del Rosenkavalier nella interpretazione di Claudio Abbado, con Renee Fleming, Frederica von Stade e Kathleen Battle. (https://www.youtube.com/watch? v=wp94vrI_-oY)
5 - Qual è il colore della musica?
Non ho mai pensato che la musica potesse avere un colore, ma come ho letto la domanda ho pensato immediatamente al colore rosso. Però non chiedetemi perché...

Infine qual è la composizione che ha cambiato la sua vita?
“La fanciulla del west” di Puccini. La vidi col mio fratellino quando ero piccola e il mio sogno di diventare medico si sciolse come neve al sole. Non so se per merito dei cavalli in scena o per merito della musica, ma decisi assolutamente che sarei diventata musicista. L'edizione che amo di più è quella con Franco Corelli e Giliola Frazzoni, diretta da Antonino Votto. Si può trovare all'indirizzo https://www.youtube.com/watch? v=Jpbzyms1wFw

© Cidim