INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Matthieu Mantanus

Mathieu Mantanus compositore e direttore
1 - Come passa il suo tempo? Le mie giornate sono divise tra cura di mia figlia in alternanza con mia moglie, lo studio, la scrittura, la gestione (si fa per dire) del caos nei progetti musicali e artistici bloccati, e lo sviluppo di nuove idee sostenibili per il futuro.
2 - Di cosa si sta occupando?
Sto pensando a progetti artistici nuovi che siano sostenibili su piccola scala. La dimensione digitale non è strutturata per consentire ai musicisti di considerarla in futuro come una reale fonte di reddito, e dunque voglio investire nella prossimità. Ma è ancora tutto un grandissimo work in progress..!
3 - Cosa propone di vedere e ascoltare della sua musica? Forse il mio ultimo progetto, Sound of Elements, ispirato armonicamente al mondo sonoro di Debussy ma poi declinato in un visione più dura e contemporanea della natura, molto distante dal mondo romantico e fiabesco che descrive, per esempio, nei suoi Preludi. Un progetto in cui mischio pianoforte ed elettronica, con un interazione diretta tra lo strumento acustico e i sintetizzatori.
4 - E della musica in genere?

Ascoltate l’Histoire du Soldat! Certo, la conoscono tutti nei minimi dettagli, ma secondo me è molto indicativa del momento che viviamo e di quale creatività ne può scaturire: a pochi anni del progetto ipertrofico della Sagra, Stravinskij s’ingegna un progetto artistico ‘sostenibile’ (anche se poi non andrà come se lo immaginava), una razionalizzazione incredibile delle risorse in tempi di grandi ristrettezze. Un ottimo spunto di riflessione.
5 - Qual è il colore della musica?
La natura stessa della musica è di esprimere contrasti, contrasto tra il silenzio e il suono. Oggi direi che la musica è il giallo, su una tela di silenzio blu notte. Domani, chissà ... https://www.matthieumantanus.com/

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