INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Salvatore Barbatano
Salvatore Barbatano, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Nonostante la continua alternanza tra tristezza e serenità (per fortuna non sono solo in casa) causata dalla quarantena forzata, dalla distanza dei miei parenti che si trovano in Calabria e da tutto quello che sta succedendo nel mondo attorno a noi, sto studiando brani nuovi e riprendendo quelli già studiati, continuo a fare lezione a distanza con i miei allievi del Conservatorio Mascagni di Livorno e mi godo un pò di più la vita casalinga! Tv, film, serie televisive e tutte le puntate dei Simpson! A volte viaggiando spesso si tralasciano alcune cose ma adesso ho trovato il tempo di dedicarmi alla cucina e soprattutto sono riuscito a sistemare il desktop del computer dalle centinaia di cartelle sparse che non facevano vedere più l’immagine!
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No e penso di non proporle…. La Musica secondo me va fatta dal vivo con l’emozione dell’entrata in sala, del pianoforte che trovi, del respiro e lo sguardo del pubblico e gli applausi. La musica esce dagli spartiti grazie a noi interpreti ed ha bisogno degli ascoltatori per vivere.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sicuramente più che come fruire la Musica, questa esperienza segnerà un vero e proprio cambiamento. Il problema dell’assembramento per orchestre, cori ed ensemble cameristici sarà da risolvere e solo il futuro, spero imminente, potrà dirci come fare.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il nostro settore già prima della pandemia ha sempre sofferto sempre della mancanza di preparazione culturale delle nuove generazioni ed anche di costanti difficoltà economiche. Cosa faranno i nostri politici per aiutare questo settore? Riusciranno a capire l’importanza della bellezza artistica ed a sostenere concretamente anche le attività musicali? Non lo so come si evolverà questa situazione, forse dobbiamo pensare a diverse strategie? Magari cercare la solidarietà anche tra colleghi! Spero di trovare risposta presto a queste mie domande.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Un mio pensiero personale è quello di rivedere al più presto i teatri e le sale da concerto aperti e il pubblico, come una volta, seduto in platea. Magari senza mascherine e guanti!
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© Cidim