INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Andrea Coen
Andrea Coen, clavicembalista
1 - Come passa il suo tempo?
Come docente di clavicembalo in Conservatorio sin da subito ho attivato la didattica a distanza, sicché parte del mio tempo è occupata dal contatto costante con i miei studenti e da questa inedita (e non facile) modalità di formazione musicale. Le cose da fare in casa poi non mancano, senza aiuti esterni, con mia moglie insegnante e mio figlio minore universitario, a loro volta impegnati ai rispettivi terminali per molte ore al giorno.
2 - Di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Sto curando sul piano editoriale, esecutivo e... speculativo il grande progetto su Dante che si dovrebbe realizzare - pandemia e suoi strascichi permettendo - in occasione del grande e atteso anniversario del 2021. Si tratta di musica vocale da camera del primo Ottocento per voce e pianoforte (storico. naturalmente!) inedita o rara, alternata a strutturati interventi attoriali. Continuo poi a seguire i miei numerosi progetti musicologico-esecutivi, da quelli inerenti all'opera clavicembalistica di Telemann, con particolare attenzione ai "100 Minuetti", che sto trascrivendo agli Artifici Musicali di G. B. Vitali, dall'opera di Muzio Clementi al repertorio tra 7 e 800 per strumenti ad arco con accompagnamento di pianoforte e molto altro ancora.
3 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non ancora: per chi volesse, Youtube è pieno di mie esecuzioni, discografiche e non... E approfitto di questa terza domanda per comunicare che in questi giorni difficili è uscito il mio ultimo CD per Brilliant Classics dedicato le 6 Kleine Kammermusik di Telemann nella versione per clavicembalo, già presente in tutte le piattaforme in streaming "on demand".
4 - Quale è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Senz'altro la Messa in si minore di Bach; e devo anche citarne l'esecuzione: quella di Nikolaus Harnoncourt alla testa del su Concentus Musicus Wien. Ricordo come se fosse oggi quando ne ascoltai il primo Kyrie, in casa di un mio compagno di Liceo: avevo quindici anni, e in quel momento seppi con assoluta certezza che avrei dedicato la mia vita professionale alla musica barocca eseguita su strumenti d'epoca. > 5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti?
Teniamo duro, noi artisti e voi, amici fruitori, senza i quali la nostra fatica non avrebbe senso. Concentriamoci tutti - nel pieno rispetto delle norme di sicurezza - perché le esecuzioni di musica dal vivo possano riprendere quanto prima: nessun mezzo di riproduzione può infatti eguagliare ciò che accade in una sala da concerto, in un teatro, in una chiesa o in qualsiasi altro luogo dove i musicisti in carne e ossa suonano per un pubblico in carne e ossa.


© Cidim