INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Alfonso Scarano
Alfonso Scarano, direttore d'orchestra - direttore principale della Thailand Philharmonic Orchestra
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Uso il mio tempo principalmente per studiare. Diciamo che queste settimane di blocco forzato assomigliano molto al tempo che trascorrevo a casa al rientro dai miei viaggi nel periodo pre Covid - 19 con la differenza che adesso la permanenza non è più di alcuni giorni ma è prolungata.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Tutti i nostri concerti a Bangkok sono trasmessi in live-streaming durante la normale stagione mentre in questo periodo di blocco dell’attività dal vivo siamo molto attivi su Facebook, Instagram e YouTube al solo scopo di mantenere i contatti col nostro pubblico. Non credo che lo streaming sostituirà in futuro l’esperienza dei concerti dal vivo.
3 – Terminata l’emergenza Covid 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sono assolutamente convinto che a tempo debito tutto rientrerà nella normalità e il modo di fruire la musica dal vivo non cambierà. Al netto delle umane sofferenze, dei numerosi morti e del dolore che ha colpito molte famiglie, il Covid - 19 quasi sicuramente ci lascerà in “dono” un nuovo stato di coscienza derivante dell’esperienza devastante e inimmaginabile che l’intera umanità sta sperimentando oggi. Dubito che in futuro le nazioni si faranno trovare “impreparate” (non tutte in verità) come è successo per questa pandemia. Il 3 febbraio in aeroporto a Dubai migliaia di persone, me compreso, indossavano la mascherina. Il 21 febbraio, giorno in cui fu individuato il primo caso a Codogno, non ho visto la stessa cosa a Malpensa. Diciamo che cambierà la consapevolezza di ciascuno di noi non le modalità attraverso cui vivremo la nostra di vita.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
In generale credo che le Istituzioni storiche riprenderanno il loro ruolo guida mentre quelle di livello medio saranno chiamate a migliorarsi. A mio parere i giovani interpreti beneficeranno del post Covid - 19 perché molti valori cambieranno, meritocrazia in primis. Quello della meritocrazia però è un problema sentito maggiormente in Italia piuttosto che all’estero. Alle ultime audizioni internazionali a Bangkok ad esempio, un ventenne Thailandese, non ancora laureato, ha vinto il posto di prima tromba fino a quel momento ricoperto da professionisti riconosciuti a livello nazionale. Due mesi fa lo stesso ragazzo ha vinto l’audizione come prima tromba della Hong Kong Philharmonic Orchestra dove Jaap van Zweden è chief conductor. L’Italia è inderogabilmente chiamata ad uniformarsi al livello di Francia (che ha il triplo dei conservatori rispetto all'Italia), Germania e delle grandi nazioni perché sin da ora, in pieno Covid - 19, non ha alternative. A questo proposito trovo che il CIDIM, da sempre impegnato nella valorizzazione dei giovani musicisti italiani, vada potenziato e a farlo deve essere lo Stato non i privati. E’ inutile che indichi la Germania (dove ci sono 150 orchestre e teatri S-T-A-T-A-L-I) come esempio virtuoso, ma il confronto tra un paese di soli 10 milioni di abitanti come la Repubblica Ceca che ha 35 orchestre e teatri S-T-A-T-A-L-I e la sola Lombardia con lo stesso numero di abitanti ma con sole 3 orchestre (Scala, Pomeriggi e LaVerdi) è imbarazzante.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Premesso che è compito dell’artista coinvolgere, interessare e sorprendere il pubblico sarebbe auspicabile una maggiore apertura da parte dello stesso nell’accettare nuovi compositori, interpreti, stili e forme espressive.
www.alfonsoscarano.com