INTERVISTE



Gianmarco Caselli all'inaugurazione di Underground Festval 2018 ci presenta il suo ultimo lavoro compositivo per la mostra di arte figurativa dell'artista lucchese Elio Lutri
Foto: opera dedicata a Burroughs che si intitola “WSB life”
Si intitola Lonely Brains il cd di Gianmarco Caselli con le musiche che ha realizzato per la mostra omonima dell’artista Elio Lutri. Tre brani con stili diversi che vanno dall’elettronica alla musica concreta e in cui la ricerca concettuale va di pari passo con quella espressivo comunicativa. La mostra di Lutri, allestita a fine settembre a Villa Mazzarosa (Capannori, in Provincia di Lucca) fino al 14 ottobre, è stata l’evento inaugurale del Lucca Underground Festval 2018 di cui Caselli è ideatore e direttore artistico, e che vedrà in cartellone anche Massimo Zamboni, anima storica della punk band CCCP/CSI. Il Festival fra l’altro celebra un importante traguardo: dieci anni fa esatti infatti nasceva ‘Underground’ la rassegna da cui poi esso si sarebbe sviluppato.

Abbiamo intervistato Caselli (www.gianmarcocaselli.it):
Trattandosi di un’esposizione di arte figurativa e musica, quanto hanno influenzato le opere di Lutri sulla composizione di queste musiche? Molto, anche perché abbiamo uno stile per certi versi simile: minimale e allo stesso tempo complesso. Trattandosi di musica per una mostra i brani non presentano un vero e proprio sviluppo in modo tale che potesse avvenire una fusione completa con le opere esposte senza distogliere l’attenzione dalle stesse.
E quanto hanno influito le opere dedicate a Burroughs e Rodia? Tantissimo. L’opera dedicata a Burroughs in particolare: è nata l’anno scorso, proprio per il Festival, e da quell’opera, grazie anche allo studio approfondito sull’autore del “Pasto nudo”, è cambiata proprio la mia concezione dell’arte. Da quando ho studiato Burroughs così a fondo, che comunque era già uno dei miei autori preferiti, ho capito che veramente non dovevo pensare ad altro che alla ricerca e alla sperimentazione di forme espressive che ancora non avevo esplorato liberandomi da ciò che avevo metabolizzato negli anni precedenti.
Come si ricava anche dal titolo del brano Towers in towers, le torri rivestono una particolare importanza in questo cd. Si. L’opera per cui viene ricordato Rodia sono le “Torri di Watts”. Per realizzare alcune sonorità di questo brano e di “Insieme” ho quindi registrato i suoni della città di Berlino dalla Fernsehturm e da un’altra postazione sopraelevata. Le torri rappresentano lo slancio dell’uomo verso il cosmo, dell’artista verso la fusione con un tutto cosmico ed eterno, che esista per sempre ovunque. Per questo mi sembrava fondamentale catturare suoni da queste altezze.
Non mancano poi i suoni generati da oggetti. Sì, oltre al pianoforte e ai sintetizzatori ho utilizzato ferri, bulloni, viti e altro ancora: oggetti utilizzati da Lutri per alcune delle opere esposte. Questo accade in particolare nel terzo movimento di Towers in towers: è una sonorità alienante, e non per niente il titolo di questo terzo movimento è “Mezzanotte”, il momento in cui si scatenano le forze demoniache, le forze di un mondo sovrannaturale.

Soddisfazione anche per Elio Lutri (www.eliolutri.it) che in questa esposizione ha messo in mostra esclusivamente opere inedite:

Anche nel suo caso la musica ha in un qualche modo influito sulla realizzazione delle sue opere? Rodia, Burroughs ed Einstein. Tre “Lonely Brains” in quanto cervelli unici ed irripetibili. Tutti e tre escono dalla copertina di “Sgt Peppers Lonely Hearts Club Band” dei Beatles e non a caso. Le note di quelle musiche associate alla curiosità di conoscere chi stava dietro a quelle facce in bianco e nero che convivono sulla copertina di quel vinile da ben oltre quarant’anni, hanno sicuramente contribuito all’ispirazione iniziale di quelle opere, anche se oggi, quelle opere, non riesco a vederle disgiunte dalle musiche di Caselli.
La maggior parte delle sue opere spesso appare come un rebus da decifrare: quanto è importante la componente ludica e giocosa nei suoi lavori? Per un artista informale che si esprime con il solo uso della materia è quasi impossibile trattare i temi in modo che non risultino inevitabilmente criptici. La voglia di stemperare la rigidità di certi concetti con quella ironia che è parte irrinunciabile della mia personalità, mi porta spesso a giocare con lo spettatore per la gran voglia di stupirlo sempre di più. E’ bello vedere l’espressione di chi pensa che ciò che ha davanti agli occhi sia ormai tutto chiarito, quando gli fai vedere che c’era dell’altro ancora da scoprire.
di Redazione

Per ascoltare i brani su youtube sul canale della Multipromo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLuh_X7dzTz6ICQw85NZL8wkkGcKnBeFDZ