CHI SIAMO
ATTIVITA'
BANCHE DATI
NEWS & INFO
- CIDIM
- Soci
- Comunicati e
Rassegna stampa - Vincitori di concorsi
- Selezioni e audizioni
- Prime assolute
- Dal vivo in Italia
- Dal vivo nel mondo
- Convegni / Incontri
- Festival e stagioni concertistiche in Italia
- Radio e televisione
- Nuove incisioni, DVD
- Libri e partiture
- Periodici
- Corsi
- Concorsi
- Musica in rete
- Formazione di base e di nuovo pubblico
- In Italia e dal mondo
- Festival e stagioni concertistiche nel mondo
COMMUNITY
RASSEGNA STAMPA MUSICALE
Il Giornale dello Spettacolo: Positivo impegno ministro Ornaghi sull'Enpals
“Si tratta di una questione delicata – spiega Roi - che sta molto a cuore a tutti gli operatori dello spettacolo, imprese e lavoratori. L’Agis, già all’indomani dell’emanazione del decreto, espresse la sua contrarietà alla soppressione dell’Enpals, istituto che aveva ritrovato nel tempo un suo equilibrio economico generando un accantonamento che poteva essere utilizzato per costituire un sistema di protezione sociale per il settore, per il quale si battono da tempo le imprese e i lavoratori”. “E’ fondamentale - afferma altresì il vice presidente dell’Agis - che l’emanazione del regolamento con il quale verranno adottate le misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori dello spettacolo non prescinda dal confronto con le parti sociali, e quindi anche con l’Agis, al fine di tener conto delle specifiche peculiarità del settore”. Altrettanto importante, continua Roi “è che l’Agis sia chiamata a fare parte del nuovo Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps che sostituirà quello dell’Enpals”. Il vice presidente dell’Agis auspica inoltre che l’attenzione riservata da Ornaghi al mondo del lavoro possa indurlo ad intervenire su un altro tema urgente, sollevato anche nel corso dell’incontro che l’Associazione ha avuto martedì scorso con il ministro: il ripristino dell’indennità di disoccupazione agli artisti. “L’Inps – spiega Roi – ha cancellato questo ammortizzatore sociale ispirandosi ad una pronuncia giurisdizionale basata sull’interpretazione di una normativa risalente addirittura al 1935. Si tratta di un orientamento che colpisce duramente e immotivatamente i lavoratori e le attività di spettacolo, già duramente provati dalla crisi economica, che va assolutamente rivisto”. |